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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    anche a Collemeto il 6 marzo si festeggia la Madonna di Costantinopoli

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    Gent.ma Sig.ra Presicce Concordo pienamente riguardo alla pericolosità dell'amianto contenuto negli eternit che per decenni sono stati utilizzati sino a quando non ne è stata, giustamente, vietata la vendita e l'uso. Concordo pienamente nel provvedere con immediatezza a smaltire negli appositi centro raccolta materiali tossici eternit e prodotti amiantiferi. Non concordo e dissento, invece, quando si colpevolizzano ingiustamente i detentori perchè non provvedono a loro spese alla smaltizione e bonifica degli eternit. Dico ciò, non perchè sia contrario, tutt'altro, ma perchè lo Stato e gli organi preposti non provvedono a venir incontro ai possessori fornendo loro gratuitamente ogni assistenza per il ritiro e il relativo smaltimento negli appositi depositi, anzi i possessori di eternit vengono puniti (come se fossero in possesso di merce rubata o illegalmente acquistata, quando invece sino a pochi anni fa certi articoli venivano regolarmente venduti e fatturati) con esosi spesati nei confronti delle ditte preposte per il ritiro e siccome viviamo già tartassati da tasse e balzelli vari tutti siamo restii a sborsare altri oneri non dovuti specialmente quando già paghiamo esagerati tributi per la raccolta dei rifiuti generici. Son certo che se lo Stato collaborasse con i cittadini possessori di eternit, offrendo loro GRATUITAMENTE mezzi e personale qualificato, senza criminarizzarli come fuorilegge e tartassarli con ulteriori indecorose tassazioni, tutto verrebbe bonificato in poco tempo e tutti collaborerebbero per la soluzione del pericoloso problema.

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    sono d'accordo con lei circa lo smaltimento da parte dei privati cittadini.Dovrebbe esserci, in ogni comune, un punto di raccolta in modo tale che ogni cittadino che ancora si trova a detenere questo materiale così pericoloso per la salute possa con facilità disfarsene.Speriamo che chi di dovere si dia da fare e provveda quanto prima a legiferare in tal senso!

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    straordinaria iniziativa che omaggia una delle Donne più illustri della città di Lecce...

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    Oltre alle tre ben descritte figure di artigianato ambulante ormai in disuso da almeno 50 anni, ne ricordo un'altra similare, che vorrei aggiungere, precisamente: LU SEGGIARU. Ricordo nitidamente che ogni martedi, con un carretto trainato da un asinello, veniva da Gallipoli un signore che strillando per le strade e i vicoli neretini gridava ripetutamente UHH SEGGIARUUU UEEEE... Le donne che in casa tenevano sedie SPAGGHIATE consumate e malmesse, consegnavano al gallipolino le loro sedie, che le venivano restituite belle MPAGGHIATE e rimesse a nuovo il martedi successivo. Le riparazioni non si limitavano solo alla sostituzione della paglia intrecciata ma si revisionavano anche le giunture e gli incastri delle fascie di legno che costituivano l'intelaiatura delle sedie, le quali a lungo andare perdevano la loro adesione tra le varie giunture e incastri

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    http://www.youtube.com/watch?v=GDHRg4FK00Q

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    Quest’articolo tocca il mio cuore… C'era tanto orgoglio nei racconti di mio nonno quando mi spiegava cosa era e a cosa serviva quel trapano a mano appeso ad un vecchio muro... discendere da una famiglia di “cotamari” a Cutrofiano, diceva mio nonno, significa che “l’arte te lu tata è menza ‘mparata”. Quell’aggeggio che suscitava la mia curiosità diventava magico quando con mani maestre lo faceva ruotare tanto velocemente che la punta in metallo posata sulla “capasa”, che io giocando avevo rotto, penetrava dentro la “crasta” facendo dei buchetti perfetti all’interno dei quali passava poi il fil di ferro… magicamente la “capasa” si ricomponeva, poi dopo una consulenza con lo zio ancora in attività veniva completato il restauro… mio nonno (scomparso venti anni fa) decise di abbandonare il mestiere di “cotamaro”, scelse di fare il contadino… mi raccontava che prima nulla “cia menatu”, si riciclava tutto, si aggiustava tutto… perché tutto aveva un valore, non solo affettivo, ma anche economico, diceva che bisognava saper fare tutto, che non sempre è possibile “pagare lu conza limmi” e che bisogna saper aggiustare da soli le cose… oggi mia figlia non comprende bene quando gli racconto di quei momenti, mi guarda con quasi indifferenza, mi dice “forza papà… quando finisci col computer!"...

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    Parole sacre raccolte a ricamare un monito che ancora rimbomba nella mia coscienza, come spero faccia anche in quella di tutti i lettori di questo stupefacente scritto. Elio non usa mezzi termini nel denunciare ciò che è il contraltare di motti e facciate salentini, sebbene tutto il mondo sia paese. Solo ieri vedevo il video su Porto Miggiano con le falesie cementificate al pari di vittime di mafia smaltite in lugubri blocchi di cemento. Sai, Elio, io penso che molti di noi sentano in cuor loro lo sdegno che tu traduci in splendide frasi ad effetto. Le sospensioni delle auto gridano vendetta ad ogni buca presa nelle strade(anche quelle principali) dei paesi e della stessa Lecce, ma l' "intellighenzia" politica vuole impegnarsi piuttosto a realizzare la grandiosa Maglie-S. Maria di Leuca(un po' come il ponte sullo stretto di Messina di contro alla SS 106, la strada della morte); una passeggiata in bicicletta nei viottoli di campagna non può finire che con il disgusto delle discariche a cielo aperto; il lungomare di Gallipoli(e dico Gallipoli, la perla dello Jonio)è costellato di cartacce ed escrementi di cane; e cosa dire dei pini di Nardò espiantati come canaglie? Il discorso degli ulivi, poi, è ormai storico e si può riassumere in poche parole: sfregio, rinnegamento e demenziale autolesionismo. Tutte cose che tu sai meglio di me, Elio, e che sono sotto gli occhi di tutti. A questo punto riporterei tutto in chiave nazionale perchè il salentino, come pure l'italiano medio, è quello che grida 'Al lupo, al lupo!' e poi non insegna ai propri figli a non gettare carte per terra, alle proprie mani a non disfarsi di vecchi divani e frigoriferi (per non parlare dell'eternit) nelle campagne pur di non pagare lo smaltimento dei rifiuti speciali, ai propri impulsi incivili a non imbrattare case e monumenti con bombolette di vernice spry, al proprio vizio e alla propria pigrizia a non riempire le spiagge di cicche di sigaretta, le pinete e le aree pic nic di piatti e bicchieri di plastica. Dobbiamo iniziare da noi, sono sempre stata d'accordo con questo tuo modo di pensare, caro Elio, ma purtroppo la coerenza ultimamente è diventata una sadica utopia. A voglia a denunciare ciò che in fondo si permette o che addirittura si collabora ad effettuare! Divorzio tra il cuore che è, come tu dici, campanilista e ultrà estremo, e passività, quella secondo cui la colpa è sempre di qualcun altro. E' inutile, non s'impara mai dal passato e dalla conoscenza. E pensare che per una mela perdemmo il Paradiso!

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    Concordo con quanto affermi, cara Raffaella. La rabbia è che non riusciamo a uscire fuori dal tunnel dell'inerzia, dell'abbandono, del non fare. Il Salento è bello! Vero! Spetta a noi, a ciuscuno di noi fare quanto è possibile per preservare le bellezze del territorio, incominciando dalle piccole cose, che non sto a dire in quanto le conosciamo. Le nostre parole saranno pure piccole e fragili ma potrebbero assumere la forza di un uragano... Abbiamo l'obbligo di consegnare alle generazioni future ciò che a noi è giunto integro e bello nella sua interezza.

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    Elio è per me l'Hans Jonas del Salento, con i suoi pezzi ci ricorda spesso quale è la nostra concreta responsabilità. "Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza delle generazioni future". Belle parole Elio, e autentiche, come sempre. Grazie ;)

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    Grazie Pier Paolo. L'Hans Jonas del Salento?... l'accostamento mi fa onore. Spero che il rispetto per quanto siamo chiamati a gestire non venga mai meno, atteso che abbiamo anche la responsabilità del futuro, non solo del presente. Grazia ancora per l'attenzione!

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    Concordo pienamente! Ho spesso anch'io "denunciato", in tutti i modi, sia a livello comunale che provinciale, il degrado ambientale che sta rovinando il nostro Salento. I risultati sono stati modesti. Occorrerebbe molta educazione ad hoc sin da bambini, ottima amministrazione pubblica, sanzioni pesanti per chi delinque e ... . E' utopia?

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    emozioni, ricordi, ringraziamenti... da ogni angolo d'Italia echeggiano le canzoni di Lucio. Peccato che non si potranno sentire salire al cielo da San Petronio.. Sarebbe stata una preghiera che avrebbe unito tutti, credenti o no, praticanti o no.. alcune scelte proprio non le capisco..

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    il grande Lucio suonera' quando risorgeremo, Cosimo

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    Massimo è, come sempre, assai preciso e dettagliato. Mi permetto, da esperienza personale esperita in giovane età, di aggiungere un piccolo invito sulla "produzione fresca" che già da questo periodo cominciava a prepararsi (giuncate e pampanelle) e sul "pascolo te ristoccia" che produceva il miglior cacioricotta che si conosca ...

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    “Quando si è grandi non si muore mai”...le parole non sono mie ma di “La voce delle stelle”, una canzone di Peppino di Capri, un artista che, come Lucio Dalla e pochi altri, ha scandito, per qualcuno in modo più ruffiano e disimpegnato (ma non condivido...), la vita della mia generazione. La grandezza, anche quella di un cantautore, si misura anzitutto con la durata nel tempo, con la capacità, cioé, di attraversarlo indenne parlando al cuore e alla mente di più generazioni (e qui non posso fare a meno di pensare a tanti pseuso-artisti il cui destino è simile a quello di un rasoio usa e getta); e poi con la durata oltre il tempo, quando sarà la storia a dare il definitivo sigillo all’immortalità (almeno finché il mondo durerà...) del ricordo, l’unica forma di immmortalità laica, di foscoliana (Ugo, uno dei miei idoli) memoria, che il destino ci ha concesso.

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    Ciao a tutti! La mia famiglia è di origine pugliese e ho conosciuto queste prelibatezze nell'infanzia. Adoro il pecorino pugliese (stagionato, ma anche fresco): dà il "tocco magico" e trasforma anche a un banalissimo piatto di pasta o riso al burro. E che dire delle "pampanedde" e delle giuntate: semplicemente ... semplici e fantastiche! Seguo con interesse il vostro sito da quasi un anno. Ho viaggiato molto per lavoro e studio in paesi europei ed extra-europei; ora vivo in Germania per gli stessi motivi (anche se il mio sogno è quello di potermi trasferire "giù"). E ritengo sia un vero peccato che la produzione salentina non abbia la giusta rilevanza che hanno gli altri formaggi e prodotti italiani. Fa male vedere oliveti e vigneti estirpati, per installare "mostri di vetro nero" (pannelli solari) o una discarica per rifiuti prodotti dalle altre regioni "industrializzate" che devastano irreparabilmente il territorio per portare vantaggi economici a pochi, i quali vivono altrove. Il futuro è nella riscoperta e valorizzazione delle tradizioni e del territorio che, "eco-compatibilmente", deve essere difesa e non annientata da speculazioni ed interessi economici di pochi. Ho lavorato molto anche nel turismo all'estero, dove c'è una concertazione consolidata tra industria ricettiva, quella dei trasporti aerei e le autorità turistiche che, con pacchetti turistici studiati ad hoc, riesce ad attrarre flussi turistici notevoli anche nei fine settimana. In Puglia, ci sono tre aeroporti (Grottaglie, Brindisi, Bari) che "si fanno la guerra" invece di cooperare, per sviluppare il turismo. Intendo con ciò, anche il movimento dei fine settimana e dei ponti brevi nel corso dell'anno, non solo nei mesi estivi. Perchè, nonostante il costo del biglietto aereo, costa meno un fine settimana nelle città europee o nei paesi esteri del turismo balneare? Se fosse stato possibile (= nel mio caso, se l'aeroporto di Grottaglie avesse funzionato tutto l'anno, non solo in estate), sarei ritornata volentieri più volte l'anno per vedere la famiglia e parenti. E come me molti altri salentini e pugliesi o, semplicemente, italiani e stranieri che vorrebbero conoscere questa "meraviglia", per lo più sconosciuta. Il fine settimana o il ponte nel Salento non sarebbe utopia, se bastasse un volo di un'ora o due al massimo (= non otto o nove ore di treno, solo per andare!?!) e una sinergia positiva del sistema industria ricettiva-vettore aereo-autorità turistiche. Il turismo, se ben organizzato e gestito, porta soldi e crea posti di lavoro tutto l'anno. Ciò favorirebbe anche la movimentazione e collocazione dei prodotti locali in Italia e all'Estero, con ulteriori benefici per l'intera l'economia locale e regionale. Perchè, all'estero in TV, si deve sentir parlare e vedere immagini della Puglia quasi unicamente in connessione con sbarco di immigrati clandestini e conseguenti situazioni di degrado territoriale che fanno arrivare alla conclusione che è meglio "stare alla larga e non rischiare le vacanze"? Scusate, come si suol dire, mi è scappata la tastiera! Complimenti per il sito e buona domenica. Viel Spaß & Ciao! Vincenza

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    Grazie gentile Vincenza per seguirci da lontano e grazie per i complimenti, che vanno a tutti i volontari collaboratori che si spendono per questo spazio che sta conquistando sempre più ammiratori. Ma soprattutto, e questo ci rende particolarmente felici, sta diventando un luogo di ritrovo per i tanti salentini sparsi nel mondo. Sono pagine scritte con il cuore, senza obbedire a leggi di mercato, volutamente libere da pubblicità. Per questo vi chiediamo ancora una volta di diffondere il nostro link tra le vostre conoscenze, certi che renderete un servizio di informazione a quanti ancora non hanno avuto modo di conoscerci e ve ne saranno grati, come è già successo per centinaia di persone che ce lo comunicano privatamente. Riguardo alle tue condivisibili perplessità e sacrosante considerazioni più volte abbiamo scritto che forse tutto questo che di "strano" accade sotto i nostri occhi è voluto da chi ci governa. Mi riferisco in particolare alle amministrazioni locali, più che centrali, che dovrebbero esporre nelle sedi opportune i problemi che ben conoscono. Un esempio tra tutti: perchè il biglietto aereo Brindisi Roma dovrebbe costare 10 volte più di un Milano-Roma? proprio oggi sentivo in TV che in provincia di Milano si sono inventati "la via lattea", per dare risalto alla produzione latteo-casearia di una provincia che sappiamo bene ha tutt'altra vocazione. Da noi stanno distruggendo il paesaggio per ospitarvi pannelli, con un danno eterno del nostro suolo, la cui terra rossa per secoli ha prodotto il meglio dell'agricoltura italiana. Impossibile affrontare in poche righe i numerosissimi problemi che sono oramai divenuti atavici, ma dico solo che il cambiamento parte da ognuno di noi. Intanto prendiamo consapevolezzaa delle tante storture... e devo dire che si sta registrando un risveglio delle coscienze, con movimenti spontanei che in tutto il Salento si fanno sentire (tra i tanti vedi il caso Porto Miggiano, il NO-TUB di Nardò, la sentenza ammazza ulivi della Regione). C'è tanto da fare e spigolare. Un caro saluto, sperando di leggerti ancora

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    Se in genere è difficile restare delusi dai pezzi di Pino, questa volta è impossibile per chiunque! Chapeau!

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    Sicuramente avrà già letto l'ultimo articolo di Elio Ria, ma ripropongo il link nel caso in cui fosse sfuggito. Un vero "manifesto" per il Salento: http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2012/03/03/salento-un-altro-luogo-dellaltrove/

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