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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Avevo già sentito parlare di questa mostra grazie a Facebook (credo sia ormai il principale mezzo di scambio dell'informazione) dove alcuni amici miei, francavillesi e attualmente residenti a Roma, la pubblicizzavano. Non so se avete già sentito parlare o meno dei "nazarenos" spagnoli, costituiscono un rito della Settimana Santa che credo abbia dei punti in comune con i pappamusci francavillesi, sarebbe interessante scoprire se tale somiglianza è una semplice coincidenza o vi è una comune origine o una reciproca influenza storica.

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    E' tutto vero ciò che dici. lo penso spesso anche io. ma sono arrivata ad una sorta di rassegnazione pensando che sono schiacciata da un meccanismo più grande di me. o si diventa paranoici, o ci si rassegna. oppure (!!) si spera che la gente smetta di guardare il grande fratello o amici e pensi di più...

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    Bellissimo!

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    Dovrei partire tra meno di un'ora, ma rimango a leggere un po' di Spigolature come un ultimo aggancio al bello. M'imbatto allora in questo divertente stralcio dello spettacolo in lingua salentina ideato da Alfredo Romano e appaludo e sorrido da dietro il mio computer come se fossi a teatro e per giunta in prima fila. Noooo, no che non c'è pericolo di addormentarsi e fare una brutta figura stavolta! (Mi capitò con un monologo di Andrea Giordana pochi anni or sono) Questa volta c'è il Salento in scena, quello che ridendo ti fa riflettere, quello che sfoderando forza e furbizia ti fa capire i sacrifici e le umiliazioni di un popolo migrante in terra straniera, quello che accarezzando i ricordi fa rifiorire la bellezza davanti agli occhi dei civitonici ignari. 'Fratelli d'Italia' e 'Fratelli del Mondo', perchè non esiste posto che non abbia la stessa magia di quello da cui veniamo, perchè non c'è cultura da cui non possiamo imparare e tutto questo ce lo insegna il nostro Salento: in platea, tra il pubblico di questa serata di spettacolo, i leccesi avranno mescolato l'emozione alle risate, l'orgoglio d'appartenenza alla nostalgia dei loro paesi lontani. Questo è infatti il sentimento da rispettare in ogni razza e in ogni popolo. Guardo l'orologio: devo andare! E chi le sente se no le strombazzate insofferenti dell'auto in smania di partenza! Mai visto una donna che invece di far attendere per il belletto lo fa per l'intelletto?

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    Caro Rocco, hai allargato le maglie della mia memoria infantile con una delicatezza preziosa. Ho sempre visto quest'uomo che tu descrivi e pensa tu come debbano averlo guardato attoniti gli occhi di una bambina. Mi meravigliavo, allora, di come io potessi essere più alta di un uomo e stretta alla mano della mamma durante le passeggiate estive a Porto Cesareo, mi prendevo il giusto spazio protetto per osservarlo bene. Non ho mai saputo il suo nome e ti sono davvero grata, Rocco, di avermelo svelato con questo tuo intervento. Bene, Cosimino non aveva mani nè gambe e alla piccola Raffaella questo non poteva che fare paura, addirittura mettere angoscia. Non era disgusto, intendiamoci, ma una forma poco consapevole data l'età, di ammirazione per quello strano essere che, se non ricordo male, a volte suonava la fisarmonica per strada, altre era semplicemente fermo a chiedere l'elemosina. E io strattonavo la gonna della mamma per chiederle di dargli qualcosa perchè era più sfortunato di noi, perchè sapeva suonare e soprattutto perchè sapeva sorridere. Proprio quel che tu hai colto, Rocco, e lo hai fatto con un'attenzione rispettosa della vera ricchezza umana, spesso indecifrabile sotto sembianze deformi, resa ancor più sacra dallo scontro quotidiano con spaventose povertà d'animo rivestite di fisicità impeccabili. Cosimino, allora, è la prova eloquente che non è quel che appare ciò che vale. Avendo visto per tutti gli anni della mia esistenza quest'omino magico cambiare di poco nel suo aspetto, pur essendo ormai anziano, qualche mese fa mi è venuta un'idea infantile: "Caspita! Esiste ancora ed è uguale a sempre: non sarà per caso un essere divino, magari un Achille senza tallone ma con ancora più forza e immortalità?" Chi lo sa, spero solo che Cosimino continui a darci ancora a lungo il suo bel sorriso precedendo o ringraziando il nostro, perchè non averlo significherebbe per tutti noi che lo abbiamo incontrato, guardato, commiserato e ammirato, perdere un pezzo della nostra storia, forse quello meno visibile, più scontato, ma certo quello più 'alto': l'iniziazione all'amore universale.

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    Tutto vero, ma qualcosa si può fare... Comprare il più possibile locale. Mia madre compra il brie, l'emmenthal, l'edam e il parmigiano. Ma il nostro vecchio buonissimo pecorino? Anche il parmigiano ne fa di chilometri (per non parlare degli altri). E come prezzo al chilo non so se sia più conveniente del pecorino magari acquistato dal produttore (tagliamo gli intermediari). Poi certo è una questione di gusto, ma anche di rispetto del territorio (lavoro, ricchezza etc). Altra cosa che trovo strana è il panettone a Natale e la colomba a Pasqua. Io sono strafortunato perché ancora posso mangiare il pesce (o agnello) di pasta di mandorla e i purceddhuzzi. A Natale si compra l'ananas, i litchies (o come diavolo si scrive) e altre cose che fanno il giro del mondo, mentre si snobbano arance buonissime nell'orto. Ovviamente l'elenco è lungo... P.S. Io non bevo caffè e sono vegetariano (lo so, sono un caso strano)

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    Cara Raffaella, anche in questa circostanza sono io a doverti dire grazie per il tuo commento. Un concentrato di visione puntuale, obiettiva, umana. Ricordi e sentimenti sublimi.

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    Splendido finale di serata con lettura in lingua originale di uno dei più esileranti racconti mai ascoltati prima d'ora..Grazie Alfredo.. Gianluca Verdesca PierPaolo Tarsi Andrea Greco Annarita della Bona

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2011/01/08/lasparago-e-la-salsapariglia/ Share this:FacebookTwitterStumbleUponStampaRedditLike this:LikeA 5 blogger piace post. [...]

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    Complimenti per questo post , era da parecchio che non passavo da Voi, è veramente favoloso . Sembra persino di sentire il profumo di quando vado a raccogliere i capperi , quando vengo a Lecce . Essendo lontana , mi devo accontentare delle immagini ,ma emanano ugualmente profumi ed aromi in me :)

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    Anche con i gamberetti....Li ho mangiati prpio oggi

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    essendo diabetica e piacendomi molto i legumi, sono interessata alla cicerchia. Vorrei poter comprare i emi e coltivarla nel mio orto, ma non sò dove trovarla. Da noi in Toscana (io abito a Firenze) non la conosce quasi nessuno e i civaioli che vendevano le sementi non esistono più. Potete aiutarmi? Grazie. Franca.

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    Certo! Cara Franca, Lei potrà trovare la cicerchia in quasi tutti i negozi biologi sugli scaffali dei legumi e cereali.. Noi in uno di questi l'abbiamo trovata due anni circa fa, qui, in Veneto. Anche io penso di provare a seminarla nel mio orticello di casa. A osservarla mentre cresce avremo modo di conoscere anche la pianta e magari, chissà, ci sarà facile riconoscerla sui campi... In bocca al lupo!

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    Torno per correggere: in quasi tutti i negozi biologici

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    Bellissimo articolo, bellissimo paese

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    [...] Il Fai ha esordito in provincia di Lecce nel 1998 con l’apertura del Complesso convenutale l’Incoronata, grazie all’associazione culturale Nardò Nostra, al suo presidente, poi fondatore della delegazione Fai di Lecce, Giancarlo De Pascalis, e ai volontari dell’associazione culturale Nardò Nostra e, in seguito, della Pro Nerito, che negli anni successivi si sono riproposti, al fianco di tanti nuovi volontari e degli Apprendisti Ciceroni, per le altre iniziative.  Poi, negli anni successivi, vi fu una apertura straordinaria del Monastero di Santa Chiara. E, ancora, del teatro comunale. E, infine, appena nel 2005, della Chiesa di San Antonio da Padova. [...]

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    un paio di precisazioni, visto che mi occupo del settore e di Presicce stesso: l'avvenimento riportato in finale d'articolo risale al 1655 e non al 1605; il nipote di Giacomo Arditi fu l'architetto Carlo Luigi e non Carlo Michele; i frantoi di Presicce sono sì 23, ma è un numero che meriterebbe qualche studio in più, dato che secondo fonti catastali, alcuni sono andati persi e altri probabilmente non sono mai stati ritrovati; ma secondo l'Archivio di Stato di Lecce, il numero è cresciuto nel tempo da fine '600 a inizio '800, mentre i dati che voi riportate sono purtroppo quelli forniti un cinquantennio fa dal Sigliuzzo, utili a loro modo, ma ormai sorpassati, viste le ultime ricerche. Un buon articolo nel complesso!

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    bell'articolo e belle foto

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    nice

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    bell'articolo, che sintetizza nel modo migliore le bellezze di Presicce. E' un paese da visitare...rimarrete affascinati.

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