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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Peccato che, a parte i barattoli di aria napoletana, la celeberrima “Merda d’artista” di Piero Manzoni già nel 1961 ci precludeva ogni possibilità di dare una valenza artistica a qualsiasi iniziativa di imbottigliamento o inscatolamento della nostra aria (e non mi riferisco solo a quella atmosferica...). Armando Polito

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    Caro Pier Paolo, non è che hai intenzione di intraprendere la carriera politica? Se è così (ma ne dubito...) ricordati almeno di procurare un abbonamento gratuito al povero cristo che piange sul tram perché non sa come sfamare la sua famiglia e di imporre una tassa più salata delle sue stesse lacrime a chi piange in rolls-royce solo perché si è bloccato lo sportello del frigorifero. Cara Elsa, come si fa a non definire ignorante e spiritualmente cieca, oltre che idiota, una donna bellissima (ma il discorso vale pure per gli uomini...) che non sa accettare quello che la natura impone a noi tutti?

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    Il fatto è Armando che, proprio per riprendere il tuo esempio, chi piange perchè si blocca il frigo, o perchè vede la bellezza svanire, ha bisogno di aiuto a comprendere ciò che non ha compreso e che unicamente può dargli un equilibrio sereno- ed evidentemente ha compreso molto poco della vita - più che sentirsi semplicemente etichettare come ignorante. Credo che sia questo il senso delle parole di Rocco, lo stesso senso delle parole che invitano a non giudicare. Non voglio dare connotazioni sociali al discorso, il senso del discorso è esistenziale, e si può fallire esistenzialmente tanto da miliardari quanto da miseri. Mi sembra banalmente ovvio che ha più ragioni per lamentarsi il povero cristo, ma non è questo il punto, non stiamo discutendo del dato oggettivo e materiale del vivere, quello per cui qualcuno sta molto meglio economicamente e non avrebbe di che lamentarsi, ma del dato soggettivo e personale, quello per cui si vive la propria condizione (qualunque sia) con patimenti e tormenti che non spetta agli altri giudicare, ma spetta ad ognuno vivere e risolvere. Quanto alla politica, fai bene a dubitare, non mi interessa affatto. Ciao

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    Il mio dubbio sulle tue aspirazioni politiche era solo precauzionale e colgo l’occasione per chiederti scusa per averlo solo ipotizzato. Aggiungo che la missione educativa dei soggetti di cui stiamo parlando è ormai impossibile, almeno per me. La cosa, però, che più mi rattrista, è che la stessa missione ha molte, per me troppe, possibilità di fallire anche con le nuove generazioni. Quanto al giudicare, non rinunzierò mai a farlo, nonostante i miei mille difetti (credo non socialmente pericolosi, ma lascio ampia libertà, anche in questo caso, di giudicare a chi mi conosce), anche perché sulla paura di invecchiare e su quella della morte hanno costruito le loro fortune da una parte la chirurgia estetica e dall’altra tutte le religioni. Con immutata simpatia e stima.

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    E' vero Alfredo, dobbiamo esserne orgogliosi, è segno di liberta, forza di pensiero e di ricerca della conoscenza umana! Grazie. Auguri di Buona Pasqua!

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    a proposito vi consiglio questo interessante libro: http://www.maruggio.eu/attacco-a-maruggio-13-giugno-1637-un-interessante-libro-di-tonino-filomena-e-cosimo-marseglia.html

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    Grazie, mi hai restituito dei dolci ricordi che si stavano sbiadendo...e detto tra noi, quell'alone sfiora anche me da sempre, in questi giorni!!! Serena Pasqua

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    Signor Boccadamo, a riguardo delle personalità ecclesiastiche ad Andrano, io citerei anche Don Giacomo Pantaleo, autore di tanti libri su Andrano e in generale tutto il Salento...

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    Un gruppo di uomini, più o meno numeroso, in prigionia è smembrato dagli stenti e dalla solitudine. Alessio Palumbo ricorda un racconto di sua nonna riguardo un cugino prigioniero di guerra in Austria nel '18. La strada da Aradeo al Nord Italia per combattere in nome di una causa neanche tanto conosciuta e sentita qui al Sud, è lunga, la strada dal Nord Italia all'Austria per arrendersi alle catene di una prigionia brutale è ancora più lunga. Come può un uomo semplice arrivare così lontano da se stesso, dalla sua terra, dalle sue visioni incruente del mondo e dai suoi affetti senza rischiare di perdere l'equilibrio mentale? La disumanizzazione è lenta e avida, a meno che non si accenda una luce nell'animo del recluso, una luce di fede e di speranza. Tutti noi, nella nostra fragilità, abbiamo bisogno a volte di vedere e di toccare, in poche parole di materializzare ciò di cui abbiamo bisogno, ed ecco che Luigi, il lontano parente di Alessio, concentra tutto questo in una statuetta di Sant'Antonio trovata (forse non per caso) nella baracca dove era confinato. A me viene in mente, a questo punto, il film di 'Cast away' interpretato da Tom Hanks nel 2000. Qui il protagonista, naufrago, sopravvive su un'isola deserta grazie all'umanizzazione di un pallone ritrovato insieme ai detriti del naufragio. Lo chiama Wilson, gli parla come a un amico, cosa che di sicuro avrà fatto Luigi Pedone con il suo Sant'antonio di ceramica, se ne affeziona e lascia che il suo istinto di sopravvivenza si rinvigorisca in virtù della inerte presenza di quello, il suo migliore 'compagno di prigionia'. Luigi Pedone e il naufrago attuano la stessa strategia: sopportano ogni dolore e disperazione in nome dell'affetto che li lega al nuovo amico fino a sfidare l'ignoto, ovvero ritornare vivi al proprio mondo. Le onde violente dell'oceano non sono da meno del rimanere lucidi e sani in un lager e durante questo estremo percorso Wilson, la palla, si perde tra le onde e Sant'Antonio arriva ad Aradeo in frantumi. I pezzi di quest'ultimo vengono però ricomposti dalla nonna di Alessio, destinataria del prezioso dono della statua, allo stesso modo della vita infranta del povero Luigi. Hai proprio ragione, Alessio, l'uomo è tanto corpo quanto spirito, e il tuo bel racconto lo dimostra a chiare lettere: lo sguardo che esige potenzia l'anima, l'anima che è potenziata regala vita, la vita donata si stempera oltre lo sguardo puntando all'infinito. Questo è l'aspetto sacro dell'uomo che non muore.

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    Il profumo di novità e di miele che avverte Rocco in occasione del vivere la Pasquetta ha inevitabilmente invaso l'aria intorno a chi ha letto questo suo scritto. Ad effetto il saggio confronto che egli compie tra le file interminabili di auto e la leggerezza della gioventù in marcia sulle proprie gambe verso un'oasi di spensieratezza. E' qui che l'autore scopre che niente in fondo è cambiato da quando la sua giovinezza ha vissuto la stessa esperienza, che un panino assaporato in compagnia di amici e libertà è di gran lunga più gustoso degli allestimenti macchinosi dei gitanti di Pasquetta. Tutto è più bello in compagnia della felicità, è più bello il paesaggio, l'umore e l'amore, quell'istinto irrefrenabile che da' i brividi e la gioia di sentirsi vivi. Roberto ha proprio ragione. Pur essendo il bianco dei capelli il sunto di molte e intense primavere di chi traccia i contorni di questi beati ricordi, i colori dell'animo dell'autore rimangono la prova che il tempo vitale passa solo per chi lo vuole far passare. Allora buon divertimento, Rocco!

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    Grazie, Raffaella, per il tuo bel commento e per l'augurio.

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    Grazie a te, Carla, è vero sono dei cari ricordi....

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2011/04/22/la-processione-del-venerdi-santo-a-maglie/ Share this:FacebookTwitterEmailStampaLike this:LikeBe the first to like this post. Questo articolo è stato pubblicato in Maglie, Settimana Santa ed etichettato con Addolorata, Crocifisso, Maglie, Salento, Settimana Santa, Venerdì Santo. Includi tra i preferiti il permalink. ← Galatina. I riti della Settimana Santa e la Confraternita dell’Addolorata. [...]

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    Cara Raffaella, ti ringrazio per la splendida analisi e gli acuti parallelismi, che condivido lettera per lettera.

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    la mia Santa Maria di Costantinopoli è proprio bellissima,è meta di tante visite turistiche...posso assicurare a tutti coloro che vorranno vederla che è uno spettacolo magnifico...io faccio parte del suo coro domenicale quindi chi meglio di me può sapere com è fatta?!! Venite a visitarla ne rimarrete stupefatti!! *-*

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    Ancora rido e spero di non essere assalita da questo impulso irrefrenabile ora che salirò in auto. Nel caso, caro Alfredo, dovessero farmi una multa per 'Risate pericolose alla guida' la pagherai tu. Magari con un gallo. Lucia Giustizieri, madre dell'autore, deve essere la sorella gemella di mia nonna e, di striscio, anche di mia madre. Gli stessi modi, le stesse frasi davanti alla presunta incapacità del portare a buon fine, da parte degli altri, i loro benefici progetti. E scatta la commedia, non solo nei ricordi accesi di Alfredo, ma anche nelle case di molti salentini comuni. E' vero, lo riconosco, io ero imbranata a causa della troppa educazione impartitami, impedita da tutti quei 'Grazie!' e quei 'Prego!' che mai mi avrebbero permesso anche solo di avvicinarmi a un gallo, figuriamoci a prenderlo e a trasportarlo fino a destinazione! Ma Alfredo è di un'altra pasta e ci riesce, vuole obbedire alla madre e sentirsi lui stesso ambasciatore di un gesto bello e nobile. Mi sembra un eroe Alfredo, un eroe greco consapevole di rimostranze materne che si scateneranno contro di lui al suo ritorno infruttuoso a casa, dopo il rifiuto di don Silvano ad accettare il pollo in regalo. Anche in questo caso, la troppa buona educazione, la compassione e la schiettezza affettuosa del prete generano scenette saporite e divertentissime. L'alto senso di dignità e l'indole generosa mortificata scatenano in Lucia insistenza a riproporre il dono in canonica fino a calpestare i dinieghi intrisi di vergogna e consapevolezza del figlio, giovane e sfortunato ambasciatore. La spunta Alfredo, titano colorito da una veggenza salentina sul Fato che, non rispettato, avrebbe sì creato aneddoti buoni a far ridere tutta Civita Castellana per anni, dietro al suo sterile anirivieni da casa alla canonica con il povero gallo boccheggiante attaccato al manubrio della sua bicicletta. Lucia si arrende,...ma non del tutto, tipica caratteristica delle donne del Salento. Infatti, dopo trent'anni dall'accaduto, onta e affettuoso dispiacere compreso, approfittando di un riavvicinamento fortuito tra il primogenito e don Silvano, la donna si precipita in sogno al figlio, essendo, ahimè, già morta da tempo, e gli ripropone il regalo del gallo che anni addietro non era andato a buon fine. Grande Lucia! La transazione va in porto e il Fato finalmente si compie annullando di colpo magòni decennali e benevoli anatemi rimasti in sospeso. 'Ci voleva tanto? Cosa sarebbe costato al prete accettare subito il gallo?' vi chiederete. E invece no! Meno male che andò così, altrimenti oggi non avremmo avuto questa splendida parte di commedia di Alfredo Romano e io l'abbrezza di farmi pagare una multa stradale da lui. Un dubbio ancestrale, visto che più volte mi venne rivolta codesta ingiuria: ma l'ACQUA SALATA è davvero così fessa?

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    Non è poi così frequente concordare in tutto con qualcuno: in questo caso accade. Insieme a me credo che molti condividano analisi, giudizio e suggerimenti di Boccadamo, sebbene di migliorie e interventi da chiedere alle amministrazioni locali ce ne sia qualcuna in più. Pochi però potrebbero uguagliare la sottile ironia di Rocco nel mettere in evidenza contrasti e contraddizioni nell'ambito della sfarzosa campagna elettorale in atto a Lecce. Mi permetto una previsione degna della più futuristica sfera di cristallo: vuoi vedere, Rocco, che il fondo stradale rimarrà fratello del formaggio groviera, il valorizzatore dei rifiuti chiederà cittadinanza straniera e le coste giocheranno a dama con immondizie ed erbacce? Sai com'è, dall'alto delle loro smaglianti stampe, i candidati si giustificheranno con un candido: "Tò, non abbiamo visto niente! Ovvio, un sindaco che si rispetti deve sempre guardare avanti!!!!"

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    Se Armando non ci fosse bisognerebbe inventarlo! ( E questa volta sono io a nutrire seri dubbi sull'esistenza, ad oggi, di persone talmente intelligenti da riuscire a farlo!) Armando Polito, l'unico uovo nato prima di qualsiasi pollo!

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    Ecco cosa vuol dire guadagnarsi da vivere e usare il cervello per sopravvivere! La saggezza dell'esperienza è simile al mare, sembra scontata quando c'è bonaccia ma diventa riparo quando si scatena la tempesta.

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    Sono tanto intelligente che mi sono autoinventato (avrei fatto meglio a dormire...). Ammesso, poi, che la battuta finale corrispondesse alla verità resterebbe, comunque, l'antico dilemma: prima la gallina o l'uovo?

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