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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Nomen omen, caro professore! tu sei predestinato alla politica dal tuo stesso nome! se ti fossi chiamato Pulito... beh, allora con i tempi che corrono ne saresti immune!

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    A questo punto, cara Laura, quasi quasi mi conviene sostenere che il mio cognome non è dal greco polìtes=cittadino ma dal latino polìtus=levigato, nonostante il passaggio metaforico da "levigato" ad "effeminato" sia piuttosto breve...

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    " vi trovai già armati!... La libertà l’avevate ovunque, nel petto, sulla fronte, nella spada e sugli scudi... la libertà la trovai qui" Professore, è la ricetta sicura dei Grandi Condottieri che innescano, col loro valore, l'esplosione di forza e fierezza di un popolo deciso. Grazie per le sue parole!!!

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    Sono uno del posto, che purtroppo da tanti anni vive lontano da Palmariggi, ma ancora oggi ricordo con nostalgia quando da ragazzi si andava a fare la mangiata. A tutti i parmaricioti un caloroso saluto D.

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    La pizzica pizzica Quandu sona la piulina jò mi rrìzzicu e mi scàzzicu e mi pèzzicu e mi mòzzicu di la sera a la matina. Ballu mo ci so bagnona o ccu sòruma o ccu fràima, o ccu Arcangilu, caniàtuma; tutti dìcinu: cce bona! Ogne tantu jò suspiru ccu li razze all'aria all’aria; zzumpu e bolu co na pònnula no lassandu mai lu giru. Ttuppi ttuppi, tamburrieddhu, binidittu Santu Paulu! li suduri sta mi squàgghianu suttaninu e sciupparieddhu. Gira gira...cce mi sentu... la taranta cchiù mi scàzzica, e mi pèzzica e mi rrìzzicu...; Tore mia sii nu turmientu! (Dalla raccolta di poesie Cose nosce di Francesco Castrignanò, Tipografia Neritina, Nardò, 1909)

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    Per chi desidera sviluppare il fenomeno del tarantismo, storico è diventato il famoso studio dell'equipe di Ernesto de Martino. "La terra del rimorso" altro non è che la sintesi delle sue ricerche sul campo (il Salento) affiancato da un medico, uno psichiatra, una psicologa, uno storico delle religioni, un'antropologa culturale, un etnomusicologo e un documentarista cinematografico... peccato si fatichi a rintracciarlo nelle librerie, praticamente assente totalmente nelle librerie del nord. Per fortuna oggi si ordina online...!!!!

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    Volteggi che appaiaono quelli delle foglie d'autunno sotto una raffica di vento. Ma il vento della taranta è un fiato caldo di passioni e non un gelido soffio mosso solo dalla rappresentazione scenica. Alfredo Romano ce lo spiega con pazienza e chiarezza, ci ricorda le origini di quella tarantella che noi salentini amiamo spassionatamente, segno evidente delle nostre tradizioni. Infatti questo ballo è la festa del popolo, la mescola bizzarra di riti pagani e fede cattolica. Durante l'esibizione della (s)fortunata tarantata si assiste all'esorcizzazione di divieti e regole, quelle in cui le donne, soprattutto giovani, dovevano a forza occupare atteggiamenti e spazi circoscritti a quello che gli altri richiedevano loro: pudicizia estrema e timor di Dio. Ma una donna è fuoco, è anima che sveglia il mondo, è volo e desiderio, bellezza scandita dalla passione. Splendida allora l'immagine delle tarantate che si esibiscono nella loro più ancestrale corporalità e poi si sottopongono alla terapia della musica e dell'intercessione di San Paolo, loro benevolo protettore. Quando la poesia trova forme espressive meravigliose e inaspettate.

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    Sento il dovere, anche da neretino, di integrare l' indicazione bibliografica di Silvana Bissoli (il lavoro di De Martino resta fondamentale) con: Io al santo ci credo, Aramirè, Lecce, 2000 (diario di Luigi Stifani, violinista terapeuta di Nardò). Stifani e la pizzica tarantata (di Ruggiero Inchingolo, Besa, Nardò, 2003) e con la segnalazione del seguente link: http://archive.org/search.php?query=la%20terra%20del%20rimorso

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    nell'erboristeria di un'antica abbazia cistercense è esposto un grande cartello con scritto "cinque lupini al giorno tolgono il diabete di torno", perciò, oltre a diminuire il colesterolo, l'assunzione regolare di lupini può abbassare il tasso glicemico nel sangue?

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2010/06/30/gastronomia-salentina-lumache-chiocciole-co/ [...]

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2010/07/01/gastronomia-salentina-ricette-con-le-lumache-e-... [...]

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2012/01/26/voglia-di-cozze-piccinne/ Share this:FacebookTwitterStumbleUponStampaRedditLike this:LikeBe the first to like this post. [...]

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    Che buone le "cuzzedde" e le "matedde" (così le chiamiamo in famiglia)! Meraviglie della tradizione salentina dal gusto particolare e indimenticabile. Un saluto da un'italiana all'stero, Viel Spaß & Ciao! Vincenza

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    Grazie gent.ma Raffaella e caro Alfredo per l'apprezzamento del mio lavoro di ricerca. E' un piacere. Poi voglio ringraziare Marcello per la bella riproduzione a colori dell'acquario e stazione zoologica di Napoli (che conoscevo in bianco e nero) e lper a interessante foto di Anton Dohrn. Molto bella. Io conoscevo un ritratto d'epoca a colori. Grazie ancora e cari saluti Lucio

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    Emozionante è pensare che non ci sia confine tra le diverse branche della scienza e, soprattutto, che le notizie appena lette abbiano dimostrato la bontà dell'assenza di barriere mentali nell'agire degli scienziati. Porte aperte, dunque, ai venti del sapere che un tempo si originarono da uno strano Vaso di Pandora assimilabile alla comparsa dell'uomo sulla terra e che nei secoli si sono rafforzati, scontrati e uniti creando irruente spinte all'evoluzione umana e drastici cambiamenti di stato nel progresso del sapere. Leggendo questo interessantissimo articolo su Anton Dohrn, mi viene di rimando una riflessione tra tutte, ovvero che l'intelligenza sia un potere eccelso dotato di qualità ben superiori a quelle che noi normalmente gli attribuiamo. Lucio Causo, sottoforma di scrittura storico-biografica, oltre che scientifica e informativa, ci offre questa considerazione su un piatto d'argento. Se Dohrn non avesse aguzzato l'ingegno, pur se per un vile problema di denaro, avrebbe potuto dire addio a tutti i suoi studi sulla fauna marina: non di solo pane vivono l'uomo e la scienza, è vero, ma senza pane l'uomo e la scienza, sua nobile protetta, son destinati a languire se non addirittura a morire. Mi sembra, tra l'altro, che il concetto sia ben confermato dall'infame sottrazione di fondi alla ricerca perpetrata ancora oggi in Italia ai danni dell'avanzamento della scienza e dei suoi sacerdoti con conseguente fuga alla volta del 'pane' per l'uomo e anche per il sapere. A quel tempo, Dohrn, già inconsapevole e antesignana vittima di questa vile consuetudine tutta italiana, pensò bene di concedere un frammento della sua intelligenza all'arte dell'arrangiarsi fondando un acquario aperto a un pubblico pagante in nome del divertimento e della curiosità, ma pur sempre a vantaggio dei suoi studi. Lo scienziato lasciò pure che i botanici si unissero alle sue ricerche zoologiche dimostrando come l'unione di competenze aumenti i mezzi di conoscenza e riduca notevolmente le distanze alla volta dei traguardi. Se tutto ciò, caro Lucio, venisse messo in pratica quotidianamente in ogni campo, e con questo mi riferisco anche a quello sociale, umano e civile oltre che a quello scientifico, temo proprio (e questo senso di ansia mi nasce dal non avere ancora visto realizzarsi un sogno costretto nelle vesti di utopia) che non avremmo più guerre, ignoranza, razzismo e politiche aberrate e aberranti. Allora sì che la scienza e ogni virtù umana potrebbero dire finalmente di aver raggiunto lo scopo: restituire luce al presente e splendore al futuro.

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    Termometri di malessere sociale, d'egoismo individuale e disperazione esistenziale. Il 'bene collettivo' sembra essere diventato ormai una chimera, caro Rocco. Pochi ricordano che anche gli oceani sono formati da semplici gocce e sarebbe bello che quelle sacrificate dalla violenza di un calore inopportuno potessero rientrare in quel ciclo dell'acqua utile a migliorare e incrementare il rinverdimento della vita.

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    Ci sono tanti modi di 'accatastare ordinatamente le parole per creare una storia' e questo è sicuramente uno dei più stupefacenti che io abbia mai letto. Suspance, macchie d'inchiostro che si trasformano in rumori, odori, corpi. Un'emozione simile la devo forse al primo romanzo di Zafon. Miche Stursi non è da meno, sa come piegare le parole al mondo interiore e a quello esteriore rendendo a ognuno vita e bellezza. Non ci rimane altro da fare che aspettare di soddisfare la nostra curiosità di lettori alla prossima pubblicazione di Stursi su Spigolature!

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    perchè sporcare il 25 aprile ?

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    Recenti studi scientifici condotti in Spagna, a Siviglia per la precisione, sembrano confermare questa possibilità

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    Pace e armonia di colori, questa è la Primavera!!!!! Buona Primavera a tutti....

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