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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Pur votando "a malincuore" tre argomenti, esprimo il mio parere: tutti sono validi, e molti si intrecciano, per far conoscere, valorizzare i nostri tesori e... esserne fieri.

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    bella soddisfazione vederci tutti riuniti attorno ad una enorme torta con un milione di candeline. Il bello è che ognuno di voi ha portato qualcosa da condividere con gli altri! chi lo spumante, chi la farina, chi lo zucchero... Consentitemi un momento di grande felicità personale per quest'altro obiettivo raggiunto. Ma che è un altro punto di partenza, per un progetto ancora più grande, la Fondazione Terra d'Otranto, nella quale vi vorrei tutti! Abbiamo ancora tanto da fare! Nell'esprimere i ringraziamenti sinceri a tutti, uno per uno, ancora una volta debbo particolarmente ringraziare chi ci offre i suoi scritti per questo straordinario granaio che stiamo colmando. Ancora un grazie per l'amico Stefano Crety, generosissimo e bravissimo fotografo, che da oggi realizzerà per noi i banner che aprono le nostre Spigolature. Ad majora a noi tutti delfini di Terra d'Otranto!

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    In una mattina, con tante cose da fare, non so come mi sono ritrovata a spigolare anch'io. Complimenti sei un viaggiatore attento, ma soprattutto un cronista dalla penna facile e dai concetti di fresca ed immediata condivisione...pensa che davanti alla pazzetta di Vaste ci sono passata centinaia di volte per recarmi a Santa Cesarea, ma solo ora mi è venuta voglia di fermarmi

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    giusto.. così dovrebbe essere.. la diversità deve essere accolta come un requisito.

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    Sono convinta che sia ora di insegnare alla gente come capirla e come possa essere importante per la propria cultura personale, non è necessario essere artisti, o amare l'arte in particolare, deve essere di tutti e dobbiamo lavorare per questo,grazie finalmente si inizia!!!!

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    avete abilità, talento, cultura e fantasia. siete ottimamente organizzati ed essenzialmente amalgamati. che cosa posson suggerire gli esseri comuni indaffarati a sbrogliare i problemi che i nostri governanti ci han consegnato? eppur fingono di non sapere donde derivino! la loro ipocrisia appare di una gravità inaudita, ma è costante nel tempo.

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    ... mi permetto di aggiungere oltre a "classisti", "razzisti" e "sessisti" e il quadro è completo. Siamo tutti grani di un unico rosario e se ne togliamo uno, anche fosse l'ultimo.... si spezza.

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    Che acquerello fantastico, Wilma! L'uomo che descrivi si potrebbe sfiorare con le mani e addirittura percepire con l'olfatto. Sai tratteggiare ogni particolare con cura e rendere all'intera figura i colori e i paesaggi naturali che tanto rievocano e invocano un mondo sereno, un mondo avvalorato dalle cose semplici e dai buoni sentimenti. La caramella per la più piccola di casa, gli ossi e i biscotti per i cani, richiamano la fantasiosa abbondanza di Mery Poppins e sebbene Luvigi non ne abbia le sembianze, niente potrebbe sminuire la sua magica bontà. Grazie, Wilma, per averci regalato un tuffo all'indietro e tanti, tanti schizzi candidi di entusiasmo.

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    Quello che è stato chiaro solo nelle proiezioni utopiche di una società perfetta, è la collaborazione tra le classi sociali al fine di una realtà armonica, giusta e produttiva. L'intelligenza e la socialità naturale dei singoli potrebbero realizzare tutto questo sebbene il solo pensarci provocherebbe in non pochi un'incredula alzata di spalle. Prima di tutto dovrebbe esserci una politica estranea al classismo, al razzismo e al sessismo, come giustamente ricorda Silvana, e questo già suona come il primo grosso ostacolo. Stefano ha sollevato a 360 gradi l'attenzione sul nocciolo della questione 'Crisi': crisi d'identità, crisi morale, crisi nel mondo del lavoro e nei governi dei popoli. Gli imprenditori sono la potenza e gli operai la potenzialità, il loro insieme al positivo e sempre nel rispetto reciproco, rappresenta una forza inespugnabile prodiga di benessere e di civiltà. Infelici certe punte del pensiero comunista: gli uomini son tutti uguali, è vero, ma solo davanti a Dio e a quella che dovrebbe essere la Giustizia terrena perchè gli uomini invece sono tutti diversi e laddove non eccelle l'uno lo fa l'altro, e laddove ristagna l'oscurità ognuno fa luce come meglio sa e può fino a creare il giorno. Il nostro rispetto e il nostro ricordo, caro Stefano, vada sempre a tutti coloro che si sono rimboccate le maniche per il bene collettivo e che sono stati strozzati invece dal buio degli avidi: quelli sì che son tutti uguali.

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    Sarebbe veramente bello per la ricostruzione, anche per immagini come oggi va di moda, non solo nostalgica ma scientificamente critica, di un aspetto peculiare del nostro passato. Segnalo sul tema una foto molto probabilmente coeva: http://culturasalentina.wordpress.com/2011/01/18/il-canto-di-algimiro-borgia/raccolta-olive/ La collaborazione è aperta...

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    Etimologia: da pomo, con passaggio -o->-u- e slittamento semantico per metonimia [il concreto (il frutto) per l’astratto (l’usanza)]. Tutto ciò, data la sua banalità, mi serve solo da pretesto per dire che l’usanza è morta da parecchi decenni. Quale bambino dei paesi cosiddetti sviluppati (in obesità...) si accontenterebbe di un frutto, il che è certamente sintomo di progresso materiale, che trova la sua espressione più appariscente nel consumismo, ma anche di una parallela, pesante, decadenza morale? Solo un iphone oggi sarebbe (uso il condizionale perché probabilmente già il grande pargolo ne è stato omaggiato dagli altrettanto grandi genitori...) degno di posare le sue avveniristiche chiappe su quella umile, tenera "quantiera".

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    semplicemente...grazie.

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    Pienamente d'accordo Stefano

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    Grazie Angela per le tue parole che, venendo da una tanto bella penna quale sei, mi sono particolarmente gradite. Un caro saluto

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    Quando Stefano si merita un "Grande!!!!!" bisogna farlo in coro da stadio! Ahimè, è vero purtroppo che molti vivono per apparire e me ne accorgo sulle spiagge, soprattutto in Salento, dove non trovi un ragazzo peloso neanche a pagarlo a peso d'oro (e il costo sarebbe davvero notevole dato l'allevamento di muscoli che vedo in giro); per le donne lo darei per scontato. Mai un andamento rilassato e spontaneo, ma spesso e volentieri passerelle da culturista o da Miss Universo. Rido perchè "Il mondo è bello perchè è vario!" e, a dirla tutta, Stefano, mi piacerebbe che fosse un po' più varia e intrigante la varietà di cervelli e di originalità naturali e non costruite che ci perseguitano. P.s. Io la battuta delle merendine l'ho capita subito: se mi incontri sulla spiaggia magari mi riconoscerai, non sono vestita Gucci ma firmata Mar Jonio!

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    Se "Spigolature salentine" devono essere... Il senso di questo sito è quello di spigolare i chicchi di sapienza di questo nostro Salento e di metterli a disposizione di chi è capace di farli fruttificare e moltiplicare. Ad ognuno la sua parte!

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    Gentile Giulia, chiedo scusa per il ritardo con cui le rispondo, ma ho letto solo oggi il suo commento! Le ho comunque risposto privatamente all'indirizzo da lei indicato, per segnalarle alcuni contributi che potrebbero essere di suo interesse. Un cordiale saluto, Daniela De Lorenzis

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    Caro Nico, come ti ho gia' comunicato a voce, l'elemento che mi pare degno di nota nell'articolo (peraltro scritto con la consueta perizia) e' l'aver messo in risalto che Padre Benigno Perrone, nell'attribuzione del quadro, potrebbe non aver sbagliato.Questo significa che , evidentemente, anche l'opinione di uno studioso non propriamente "addetto ai lavori" e' degna di nota, e va caso per caso, debitamente considerata (a parte, chiaramente,gli abbagli in cui tutti possono incorrere ...).Questo mi pare il vero punto di forza dell'articolo, in un tempo in cui (e quando mai non e' stato cosi') agli "accademici" si concede, ma non sempre di buon grado, il diritto di dire la parola definitiva su tutto. Un saluto...

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    grazie Raffaella :-) ci vediamo in riva allo Ionio, quindi :-)

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    Qualche giorno fa una signora in un forum nel quale pubblico e racconto foto di Ulivi della zona Martano mi ha scritto dicendomi: “- Se tutti riuscissimo a vedere ciò che tu vedi, probabilmente non staremmo qui a scrivere della necessità di salvaguardare gli ulivi! - - Io vedo e amo... vedere non basta purtroppo, ci vuole quel "qualcosa" in più. Sono certa che da un po' vedi anche tu molto, molto meglio - beh...si...certo! -Vedo oggi ciò che distrattamente guardo da una vita!-” Il mio incontro con loro, è vero, è stato magico ed è tutto raccontato in questa installazione “Quello che gli Ulivi ci dicono”, ma non posso fare a meno di chiedermi perché, se hanno parlato a me, non riescono a farsi comprendere da tutti? Bisogna fermarsi qualche istante oltre un breve e distratto sguardo, bisogna socchiudere piano piano gli occhi, bisogna toccarlo e lasciare che tutto di lui si manifesti. E’ proprio in quell’istante che ci farà sussultare, spalancando a noi gli occhi del cuore e della mente…. Provare per credere…

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