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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Ciao a tutti, scrivere non scrivo più molto, ma dedico molto tempo alla fotografia... ho fatto un certo numero di foto nel salento, foto che mi hanno aiutato a fermare nella memoria la terra delle mie origini materne. mi piacerebbe condividerle con chi questa terra la abita affinché possano viverla un po' in femo immagine, ed anche con chi dalla distanza ne rimpiange i colori e gli odori. semplicemente vogliate farmi sapere se e come posso apportare questo contributo. un semplice link? o devo spedire i file? o ancora devo caricarli e come? per il momento un saluto a tutte/i. Woodi Forlano

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    abbiamo risposto privatamente all'amico di sangue salentino che ci scrive dalla Spagna. Siamo ben lieti di averlo con noi

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    lettura indispensabile per meglio comprendere il caso Moro

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    E' una cosa bellissima. Complimenti ai docenti ed agli allievi....se registrate il tutto e mi inviate le tracce, sarà una meraviglia. Ancora auguri e grazie

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    Impossibile non essere grati alla mamma di Stefano!

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    grazie Pier Paolo ma non credo che lei sia d'accordo con te :-)

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    Buongiorno a tutte/i. sicuramente nel parlare della mamma, l'immagine di Hebe De Bonafini è una delle più emblematiche che si possano mai scegliere poiché è una madre simbolo per eccellenza. Vi invito a scoprire di più su questa meravigliosa donna che è una delle fondatrici delle "Madri di Plaza de Mayo" che ho avuto l'onore di conoscere e fotografare il 16 maggio 2010 nella doppia occasione del Summit Unione Europea ed America Latina e le proteste inerenti le vergognose misure per la riduzione del deficit pubblico messe in atto dal governo spagnolo nel suo semestre di presidenza europea. Hebe, questa madre che ha dedicato la sua vita intera a denunciare le falsità e le ingiustizie del mondo, ha colto la palla al balzo e si è lanciata con noi in piazza a dire ancora una volta quel che pensava ai politici corrotti e ad un disegno mondiale che ci vuole senza diritti. Woodi ho selezionato per Spigolature Salentine 3 links in Italiano: http://www.regione.abruzzo.it/xCultura/docs/pacePresentazione/SchedaBiografica.pdf http://www.enlazandoalternativas.org/IMG/pdf/Dichiarazione_Finale_IT.pdf http://it.wikipedia.org/wiki/Madri_di_Plaza_de_Mayo

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    I want to come home

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    E' vero quello che scrive l'autore dell'articolo,ma quello che prende le famiglie e la singola persona è il sentimento di impotenza e il chiedersi: che posso fare io da solo? Come incidere su un sistema, se quelli che sono stati eletti a rappresentarci non sanno svolgere il loro compito e cogliere le istanze della collettività per trovare il giusto rimedio? E' possibile che dobbiamo portarci sopra sempre e soltanto il marchio di incapaci?" Affidiamoci alla speranza di fresche intelligenze...e a uno scatto di sano orgoglio...

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    E' bello ricordare questi proverbi nostrani, riportano all'infanzia quando più intenso era il contatto con la nostra terra e i nostri agricoltori .Ricordo le parole dei nonni che amavano dirceli, non avevano laure in agraria, è vero, ma quanta saggezza dettata dall'esperienza del duro lavoro! Eppure, non mancava sorriso e speranza!

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    Le Giravolte... quanti ricordi.... patria del vernacolo più puro: lu rusciaru. la mia Accademia di Belle Arti, il suo odore d'Africa, Oriente ed Indonesia che dalle finestre delle cucine delle case dei migranti invade le strade, un albero secolare incastrato tra le mura dell'antico convento di Sant'Anna (se non mi tradisce la memoria), nelle strade il rumore del motorino che preannunciava l'arrivo della Mara, uno dei personaggi più unici del quartiere e di Lecce stessa. Le Giravolte... un cuore nascosto tra le mura della città che solo pochi conoscono davvero.

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    Grandi ideali sostenuti, con temerarietà e coraggio dal cuore delle donne. Donne come Antonietta, che fugavano piccole missive dai carceri, dove erano detenute, alcune grandi menti sostenitrici del nostro Risorgimento. Durante un'appostamento borbonico, riuscì a salvarsi la vita, ingurgitando tempestivamente l'incriminante foglietto. Grande e generosa donna, occasione questo nuovo romanzo di Rino Duma per riscoprirla nella sua intera luce.

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    Ha rappresentato un luogo.......mistico piu'che altro tra ambiguita'e forme di ristrettezza sociale molto marcati. Il tempo passa ed anche questo luogo....sconcio,forse? Strano? Puo'darsi e' mutato,cosi come e'mutato il tempo della vita. Un ricordo,per un futuro film? Ospezt il turco-leccese un film sulle Giravolte?

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    E' vero che la storia del nostro Meridione non è stata ancora scritta nella sua veridicità ed è ormai tempo che lo si faccia, anche attraverso queste fulgide figure di donne che tanto hanno creduto e tanto hanno fatto con coraggio per il riscatto della nostra terra. E' auspicabile la diffusione nelle scuole di questi libri.

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    Illuminante esempio di quanto gli antenati fossero produttivi, creativi, lungimiranti e di quanto invece noi, popolo del ventunesimo secolo, piuttosto che creare progresso nel rispetto dell'ambiente che ci circonda, riusciamo solo a contrapporcene con trovate tecnologiche e infrastrutturali a dir poco 'violente'. Ben vengano l'energia alternativa, le strade a scorrimento veloce, i ristoranti e le Spa, ma con metodi di costruzione meno cruenti possibili nel rispetto della nostra identità storica e paesaggistica e, lasciatemolo dire, anche di un reale fine di utilità collettiva. Nell'età messapica si era costruita la splendida cisterna qui descritta da Marco, oggi invece, nell'età 'dello scempio' non solo la si lascia cadere sotto le sferzate dell'incuria, ma niente di più facile che le si costruisca accanto una discarica o un campo fotovoltaico fuori norma capace di avvelenare perfino il ricordo di quell'acqua che, un tempo protetta all'ombra degli imponenti monoliti, ora ci guarda attonita chiedendosi cosa intendiamo noi per la parola 'VITA'.

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    Fingersi poeta è qui l'esperimento più difficile, data la semplice complessità dell'immagine e la complessa semplicità del pensiero. Se infatti Elio Ria non fosse davvero un poeta e Ivan Lazzari passasse per il classico fotografo della domenica, la fusione artistica di poesia e fotografia, di sentimento e di figure, di ali e di colori, sarebbe miseramente fallita. Grati alla esperta guida di Elio nel bel viaggio illustrato da Ivan, ci abbandoniamo al piacere di sapere che esiste al mondo qualcuno in grado di rubare con eleganza e profitto universale ciò che da sempre ci appartiene e che troppo spesso ci dimentichiamo di possedere.

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    grazie Raffaella per aver esaltato la già efficacissima fusione...

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    Grazie, Raffaella, le tue parole impreziosiscono l'articolo e offrono - come sempre - utili spunti di pensiero e riflessione. Nel breve contributo ho volutamente omesso - proprio in segno di rispetto della preziosa risorsa idrica - l'elenco dei rifiuti che giacciono sul fondo di questa antichissima cisterna. Nell'Età dello Scempio, in cui si progettano opere inutili e faraoniche, operazioni semplici ed economiche come la bonifica e il diserbo non vengono prese in considerazione, perché non comportano un immediato lauto ritorno economico nelle tasche dei soliti noti. Poco importa se, in questo modo, si calpesta la dignità di un monumento millenario, silente testimone di civiltà passate e portatore di un messaggio di un popolo antico, che si ingegnava a raccogliere goccia a goccia l'acqua necessaria alla propria sussistenza primaria, anche a costo di scavare con i scarsi mezzi a disposizione la dura roccia calcarea. Un'ultima considerazione: tra i rifiuti sopra (non) elencati prevalgono le bottiglie di plastica e di vetro, monumenti e simboli di un'Età ormai in declino, quella del Consumismo sfrenato, dove l'educazione ambientale e il rispetto della natura sono poco più di un optional.

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    Il mio vino "estivo" preferito, nel nord d'Italia si trova a volte a prezzi assurdi

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    Caro Pier, meno male che ci sei tu..ogni volta che qualcuno mi tedia con questa storia dell'essere vegetariano lo spedisco su google consigliando di cercare il tuo articolo "istruzioni per non tediare un vegetariano" appunto.

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