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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Diciamo " complimenti a tutti " ognuno fa la sua parte, il restauro di una rilevante opera si accompagna sempre e necessariamente da una ricerca storico artistica, pertanto "bravi tutti" e lavoriamo sempre in tandem.

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    Gentile Panarese, il suo articolo risulta utilissimo, perche', tra l'altro mi permette di chiarire le origini di un mercato fieristico analogo al "paniri, " di Maglie, cioe' lo storico "paniere" che si teneva secoli fa (oggi non piu') il 29 Giugno nei pressi della chiesa di San Pietro in Bevagna, marina di Manduria (TA).Io pensavo che l'iniziativa di istituire il "paniere" di Bevagna fosse stata presa dai monaci benedettini che da Aversa arrivarono nel nostro santuario alla fine del sec. XI, ma dato che, come mi suggerisce lei , il vocabolo che designa la fiera e' greco, l'iniziativa potrebbe essere stata presa dai monaci bizantini che, prima dei benedettini, gestirono il santuario.Grazie ancora delle sue preziose osservazioni...

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    [...] la polemica ad Alessano dopo l’articolo pubblicato in data 17 luglio su Spigolature Salentine (http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2012/07/17/ad-alessano-un-giorno-destate/) e su Paese Nuovo quotidiano in cui denunciavamo l’abbandono di rifiuti nei pressi del cimitero, [...]

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    Caro Sandro, congratulazioni, come sempre attento e disponibile. Alcuni elementi andrebbero approfonditi. Per esempio a quale san Quinziano appartengono,le religuie traslate da Carlo Antonio Ghezzi a Carpignano nel 1779, data di costruzione dello stesso altare? E da dove le prese il Duca per portarle a Carpignano? Grazie e a presto, don Giuseppe

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    Ingenuità e semplicità contadina, piccoli paradossi fatti in casa per trovarsi tutti insieme la sera a riderne con i vicini. Il divertimento è qui mescolato con una suspance da commedia e un fatalismo tutt'altro che verghiano. Meno male che c'è Alfredo ad alzare il target delle letture estive! Vuoi mettere l'affidabilità delle predizioni del 'cristiano' di passaggio rispetto all'Oroscopo di Branco?

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    Raffaella Verdesca ha la capacità di dare nobiltà ai racconti della nostra tradizione salentina apparentemente volgari che le signorine di buona famiglia un tempo non dovevano ascoltare. Oggi che siamo circondati da una volgarità imperante, soprattutto nel linguaggio del potere, quei nostri racconti salentini di estrema semplicità, ma anche di bella invenzione e sonorità, ci sembrano un premio alla genuinità della nostra gente. E si ride di cuore, giacché abbiamo imparato che la volgarità sta altrove.

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    [...] 1 http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2012/06/28/come-si-costruisce-il-meridionalismo-moderno/ [...]

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    [...] 2 http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2012/07/01/belen-e-arthas-oggi-gossip/ [...]

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    Caro Armando Polito, mi scuso, ma non ho seguito dopo il mio intervento il dibattito e quindi non ho potuto replicare. Sono un conoscente di Fernando Sammarco, ma non un suo frequentatore. Per questo non l'ho neppure messo al corrente del tuo saggio e della mia replica. Voglio dire che non sono il suo ventriloquo e che non necessariamente debba condividere le sue iniziative o le operazione di pseudo-storia e pseudo-cultura. Anch'io sono molto rigoroso, non credere! (Ho cominciato, dandoti del tu. Spero non ti dispiaccia. Mi sono permesso come frequentatore di Spigolature...) Quando scrivo di dignità della storia, intendo dire che non si deve mai derogare, a mio parere, da una prassi che deve sempre contestualizzare i fatti e i personaggi oggetto della nostra indagine nel loro tempo e che perciò le operazioni di rivitalizzazione e di commercializzazione siano da scongiurare. D'altra parte dobbiamo rifuggire dal rischio opposto di elitarismo ed evitare di ergerci a depositari di verità, al di sopra degli altri. Per mia abitudine e formazione, non credo che i conflitti, anche verbali e di argomento grammatico-culturale, siano irresolvibili.Perché non chiamiamo Sammarco a un confronto pubblico e lo mettiamo al corrente di queste considerazioni? Il riferimento alla passione e all'approfondimento di cui hai dato prova, nonché il rigore delle tue analisi, esprimeva da parte mia sentito apprezzamento per come hai trattato argomenti sì del passato, ma della "nostra" storia e per questo ritengo che vadano mantenuti pubblici. Ancor più perché occorre denunciare le conseguenze (volute o dovute a ignoranza della storia?) inevitabili di chi manipola il passato o lo piega a certe esigenze pseudo-culturali, partendo da un'operazione scorretta. Errore che si ripercuoterebbe inevitabilmente sul presente, qualora ci adeguassimo all'andazzo socio-politico-culturale, e soprattutto sul futuro, rubandoci le prospettive di progresso. E sappiamo quanto bisogno abbiamo di respirare aria nuova, pulita, onesta, seria... Ecco infine perché credo che simili operazioni vadano chiarite e, se del caso, battute!

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    Lontani dai retaggi politici di un passato recente e di un quotidiano confusionario e famelico, abbiamo il piacere di aderire da protagonisti e da sostenitori a una Fondazione che rispolvera ogni canone di democrazia, di collaborazione e di senso di appartenenza culturale e sociale. Esteso il territorio coltivato dalla Fondazione 'Terra d'Otranto', ricco il raccolto che si prevede di ottenere e gustare. Tutto questione di tecniche, tecnologie, innovazioni, studi e, soprattutto, di amore. Una sensazione rara sarà per noi tutti contribuire all'operato della Fondazione sapendo che le nostre attese e il nostro denaro non andranno a incoraggiare e a mantenere 'trote' e squali, ma la comunicazione di popoli fratelli, le memorie comuni, le ricchezze territoriali e artistiche.pronte a posare dietro agli obiettivi di chi non le sfrutterà, ma le rispetterà come madri. Facciamoci sentire numerosi e lasciamo che i numeri, quelli ottenuti, parlino da se'!

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    Oppure 'Sagra te lu porcu rrustutu' ,-)

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    Caro Paolo, nel permettermi di farti notare che proprio oggi è uscito sul blog “ARTHAS”: IL RITORNO, constato con piacere che abbiamo la stessa visione delle cose, anche se mi pare spropositato da parte tua definire “saggio” due o tre mie osservazioni che per un decente, anche se non docente, conoscitore o semplice appassionato della materia dovrebbero essere banali. Sembrerebbe, invece, saggio il tuo suggerimento di chiamare il professore Fernando Sammarco ad un confronto pubblico, se non fosse che la chiamata, anzi le chiamate ad un confronto che più pubblico non si può (quello in rete) da parte mia ci sono state. Io ho semplicemente sfruttato lo stesso formidabile strumento che per fini pubblicitari hanno usato il professore e il suo entourage. Possibile che nessuno di loro in più di un mese abbia digitato “Arthas”?... Lascio perciò a te, se ne hai voglia, il compito di contattarlo e l’invito a rispondere (in rete!, non ho tempo da sprecare in dibattiti, conferenze e simili). Se non ci sarà, comunque, un seguito, sarò autorizzato a ritenere che il professore sia uno dei tanti protagonisti di quel nefasto sottobosco “culturale” che così bene hai dipinto nella parte conclusiva della tua replica; il che non significa che io mi sarò liberato da smanie di elitarismo e di possesso della verità, perché non ne sono mai stato prigioniero, tant’è che i miei avverbi preferiti sono “forse” e “probabilmente”; ed ogni mia affermazione è meditata e documentata (il che, tuttavia, in generale non significa che è verità) e, soprattutto, in buona fede.

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    La invitiamo a pubblicare in questo spazio anche solo uno stralcio del suo saggio, per arricchire le notizie su questo insolito fenomeno architettonico di Terra d'Otranto. Potrebbe sempre contattare la nostra redazione per un articolo da inserire sul prossimo numero de Il delfino e la mezzaluna

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    Ciao Armando, provo a girare a Fernando Sammarco l'invito a partecipare a questo percorso di verità storica o almeno a capire se anche lui voglia rifuggire da certi stereotipi o viva di quelli. Ripeto, è troppo importante la nostra storia, perché se ne faccia una misera parodia, spacciandola per realtà, immaginifica quanto si vuole ma distorta. Il merito di Sammarco di rendere popolari i personaggi mitici, leggendari e storici, Artas o Arthas in primo luogo, non deve poi ridursi a farne delle controfigure del nostro immaginario televisivo. Penso che su questo sia d'accordo anche lui. Vedremo se ne sorgerà un auspicabile confronto, che parte dal passato ma che necessariamente verte sul presente e sulle prospettiva future. A presto!

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    Una probabilissima neviera l'ho notata a Torcito, a sinistra della carrareccia che porta verso la masseria. Sorge su un basamento roccioso.

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    oh luna, luna.... se volgessi un poco più in là lo sguardo, solo un poco più in là, vedresti, tante, tante altre cose che non riusciresti a comprendere e che ti struggerebbero il cuore ... L'umanità sembra impazzita... Eppure ti prego, non fuggire via, non abbandonarci, abbiamo ancora così tanto bisogno della speranza che riesci a infonderci, dei sogni che riesci a dipingere nei nostri pensieri, nonostante tutto, ... altrimenti che senso avrebbe questo esistere!!!!!!

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    Regina incontrastata la luna e sudditi devoti tutti coloro che di lei scrivono, fraseggiano e cantano. Wilma, in questo suo scritto leggero, è la luna. Vede, la luna, e sente, intuisce e medita. Ciò che è perfettamente abbinato al suo risplendere è la natura e il suo scandire vita. Il regno dell'uomo appare subito più macchinoso, sfuggente ma anche sentimentale, malinconico, romantico. Se i trafficanti s'immergono nell'ombra, i poeti e i pensatori seguono l'argento della via dei sogni. Un cuore come esca è il miglior modo di accaparrarsi una manciata di speranza e di felicità. Stanotte il candido astro sorgerà ancora dal mare, imbellettato di rosa dal sole, sarà meno rotondo ma non meno magico, brillerà nel cuore di ognuno come cammeo tempestato di stelle.

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    Pino De Luca non sa tracciare diagrammi artificiosi e complessi per esprimere uno stato d'animo, un sentimento. Con pochi righi intrisi di chiarezza e ricchi di comunicatività, chi scrive quest'articolo manifesta un animo aperto, sensibile e passionale. La vita intera è difatti passione e Lucio Dalla l'ha trasformata in musica, amore per il mare e le sue terre, osservazione dell'anima senza confini, perfino oltre le fragilità e le paure. Questa la vera forza di un uomo e questo il vero genio di un'artista. Lecce omaggia l'uomo e l'artista nella figura di Lucio Dalla, Pino De Luca impreziosisce l'invito a partecipare, a rivivere e ad emozionarsi ancora e sempre di tutto ciò che in noi scorre e che qualcuno è riuscito a rendere immortale.

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    L'articolo fa capire cosa vuol dire avere una visione d'insieme. E averla fa capire quanta responabilità ognuno di noi ha nel quotidiano per tutto quello che non va come dovreb

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    E' una storia che ormai conosco a memoria quella de "Lu fattu te San Giorgi", tante sono state le volte che l'ho letta in giro. Il divertimento del mio ristretto(e neanche tanto!) pubblico così come quello di voi fedelissimi di Spigolature è stato assicurato, immagino irrefrenabile quanto perfino contagioso. Alfredo Romano lancia la risata come un boomerang: quella parte dalle visceri del racconto, miete vittime in tutti quelli che incontra e torna al suo autore ispirando il sostanzioso sorriso finale. Quante pie donne sono state catturate là nel loro mondo, ovvero tra le nuvole! Era l'educazione bigotta del tempo che non trasmetteva spesso al sesso femminile la giusta dose di senso critico, di salame da togliere dagli occhi e di lucidità dinanzi alla religione, alla chiesa e ai suoi funzionari. Lupi tra gli agnelli. Meno male che ciò che non veniva insegnato alle figlie femmine arrivava per opera e virtù dello Spirito Santo e dell'Esperienza nella testa del figlio maschio, il sacro predestinato a mangiare o a farsi mangiare. Bello smacco per il povero San Giorgi 'fatto in casa'! La Legge del più forte, la vittoria schiacciante dello pseudo San Pietro, intelligente punta della piramide dei poteri! Fatto salvo il virtuoso candore della pia donna, tra una risata fino alle lacrime e l'altra, possiamo ritenerci fortunati di avere oggi una parte di potestà genitoriale nell'informazione senza frontiere e nella diffusione di tante verità senza veli e tabù(parlo di quelle utili e sensate!), oltre che, naturalmente,...di 'qualche Santo in Paradiso"!

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