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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    lontano dal voler deludere i poeti e vanificare tutte le disquisizioni che ho letto a proposito di questo articolo, e concordando con i post precedenti, per "si vende aria" si intende semplicemente "vendesi area", ossia il lastricato solare, la terrazza cioè, che probabilmente sarà edificabile..solo questo... tutto qui.. nient'altro...un semplice annuncio pubblicitario, scritto in dialetto però...

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    Scusate, basta leggere con un po' di attenzione l'articolo per comprendere... riporto lo stralcio per Michele, gemello e Roby: "Ora, l’autore dell’annuncio del “Si vende aria” non me ne voglia se istintivamente ho approfittato della sua idea per esternare riflessioni e raccontare ancora una volta il Salento. E mi perdoni per aver travisato il senso di quella frase che nelle sue intenzioni voleva significare ben altro. Volutamente ho giocato sull’equivoco, sbeffeggiando e ironizzando su una frase che sostanzialmente è significativa della tenacia della gente del Sud, che anche nella comunicazione scritta e verbale è originale". Chiaro?

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    confermo la spegazione di alcuni utenti e cioè che "si vende aria" sta per vendo la parte superiore di quel fabbricato......ed aggiungo chi è interessato all'acquisto di questa area, si trova a NARDO' in Via Fiume.

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    mai fu più sentito e partecipato questo lamento e questa preghiera, un ammonimento per tutti noi...

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    Non ricordo esattamente quando ti ho visto per la prima volta, di sicuro ero piccola. Tarzan, così ti chiamavano le mamme quando ti incontravamo mentre tu tornavi a piedi dal mare (e noi in pullman) da S.Cataldo, la "nostra" spiaggia...Ci mettevano in guardia da te, le mamme..., ma nonostante ciò, non sono riuscite ad inculcarci i loro pregiudizi. Per sempre rimarrà impresso nella mia memoria il tuo riso scoppiettante, somigliavi ad un bambino, amavi stupirsi della forza della natura che pure ti possedeva. Arrivederci amico mio! Eri un grande....troppo avanti per quei tempi Di te conservo oltre ai numerosi ricordi, solo un cartoncino con poche pennellate che rappresentano un'unica fetta d'anguria. Me l'hai voluto regalare a tutti i costi, nonostante i miei rifiuti, lo accettai sapendo che per te valeva quanto il baratto per un ennesimo bicchiere di vino. Quando ci incontravamo in Piazza Mazzini, quasi ogni sera, era consuetudine che mi offrissi una Gaulosies, forte ed acre. Ricordo la tristezza che provai quando venni a trovarti a casa tua con Silvia Mangia in un caldissimo pomeriggio estivo, il lercio lettino su cui smaltivi i fumi dell'alcool, ci accogliesti nudo....eri ormai un gigante sfatto! Lei ti intervistò per la sua tesi di laurea incentrata su te, ma tu non ci prendesti troppo sul serio, parlammo tanto di arte, di Antonio ed Anna Maria e di Rina Durante, della tua gioventù, delle donne, dell'amore... Odio dal profondo del mio essere quanti ti hanno sfruttato, deriso, vilipeso e depredato delle tue opere. MALEDETTI SIANO tutti coloro che non ti hanno compreso e che ti hanno ridotto ad un fenomeno da baraccone. Nei tuoi sprazzi di lucidità mi hai regalato amicizia, sorrisi e tanti, tanti, tanti, discorsi che rimarranno per sempre solo miei.... Non mi offendeva il modo in cui tu mi hai sempre chiamata, anche se a qualcuno sembrava sconcio ed irriverente, ma io rimarrò per sempre la tua culasciona... ti saluto Edoardo, alla tua maniera: Siamo tutti fottuti!

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    Il dipinto potrebbe rappresentare senza dubbio una scena della vita di Santa Rosalia di Palermo:nel momento in cui secondo la storia la bella Rosalia figlia del conte Sinibaldo e nipote di Guglielmo II ebbe la visione di Cristo sanguinante dentro lo specchio in cui si stava specchiando e sistemando i capelli aiutata dalla cameriera, infatti la vergine in quel momento decide di consacrarsi a Dio,taglia le sue lunghe ciocche bione e lascia la casa reale per andare a vivere da remita sul Monte Pellegrino.

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    La presenza di questa poesia in un Sito il cui titolo lascerebbe credere a una piattaforma culturale circoscritta a tematiche di marca esclusivamente territoriale, denota come la Direzione di “Spigolature Salentine” non abbia avuto in questi anni il paraocchi del provincialismo e abbia saputo invece rompere ogni confine inglobando non solo temi di carattere universale come la Fame nel Mondo (presente in “Notte di Ferragosto”) o di altre urgenze sociali a largo raggio, ma anche relativi a forme che lasciavano spazio alla creatività, quando questa - è ovvio – diventava strumento non solo di cultura in genere ma addirittura di quotata letteratura. Un discernimento che – dando ancora merito a Marcello Gaballo e ai suoi collaboratori – stabilisce la consapevolezza che se chicchi portano al granaio gli autori salentini che scrivono per fare conoscere antiche ricette gastronomiche come “Le trecce alla scaunizzu” (Nino Pensabene) o “Le amarene di Arneo” (G.Livraghi Verdesca Zain) ugualmente chicchi sono quelli degli autori salentini che – pur affrontando temi diversi – rendono onore alla propria terra con opere degne di figurare nel panorama letterario italiano. Ho sentito il dovere di fare queste considerazioni, notando come in prossimità del Ferragosto questa poesia risultasse fra i più letti del sito pur non essendo postata in questi giorni ma solo nel 2011 e già nella ricorrenza del 2010.

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    http://www.reset-italia.net/2012/08/09/i-profumi-di-afrodite-da-cipro-a-los-angeles-il-cnr-entra-al-getty-museum/#.UCrJeKEaO3E

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    Carissimo Gino Mi complimento per lo scritto, preciso per quanto concerne la devozione dei Gallipolini a santa Cristina ma non altrettanto per quanto riguarda la Santa in generale come che sia considerata una martire romana, quando il martirologio Geronimiano l'assegna a Tiro e il martirologio Romano a Bolsena; la data del martirio è molto diversificata nelle fonti agiografiche; il celebre Miracolo eucaristico di Bolsena non avvenne nell'isola Bisentina , bensi nella basilica di santa Cristina a Bolsena; il Miracolo di Bolsena non fu la causa dell'rezione del duomo di Orvieto....... Scusami se mi sono permesso ma sull'argomento ho tanto lavorato e pubblicato.....mi piacerebbe poter restare in contatto con te, avremo certamente da condividere molto. A presto Un cordiale saluto Marcello Moscini

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    Roberto in quelle leggi si parla di abbattimento e non di espianto, e poi in un periodo di crisi come questo è giusto che la gente cerchi modi LEGALI per rientrare di qualche euro, alla faccia dei finti ambienbtalisti che poi girano con le loro macchine DIESEL a BENZINA,...per favoreeeee, persone come lei in questi casi dovrebbero capire che, chi vende un albero, di questi tempi, magari lo fa perchè a fine mese non mangia, non è un 6 al superenalotto, sono 5000€ NON CREDE? In più l'espianto di ulivo magari serve per piantare altri ulivi che hanno una produttività maggiore rispetto ad alberi di 500anni. Io per ogni ulivo secolare potrei piantare due nuovi ulivi non crede sarebbe meglio?? Per quanto mi riguarda si. Pensare che ho decine di alberi fra i 400 e i 600 anni che producono meno di quelli di 15/30anni

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    posso ricordare che alcuni anni fa, ben più titolati rappresentanti della comunità gallipolitana e dintorni, ipotizzarono qualcosa di simile sulle scogliere attorno alla torre del Pizzo.... solo una poderosa levata di scudi di sensibili associazioni come quella Lido-Pizzo-Sant'Andrea, pare sia riuscita a bloccare lo sfacelo.... DIFENDIAMO, CARI AMICI E CONTERRANEI SALENTINI LA NOSTRA TERRA E LE NOSTRE TRADIZIONI DALLA BRAMOSIA DI QUANTI ANCHE SOTTO MENTITE SPOGLIE, VORREBBERO FORMARE LA NOSTRA TERRA IN UNA COLATA DI CEMENTO INFRAMEZZATA DA TORRI EOLICHE E DISTESE DI ENERGIE ALTERNATIVE CHE NE FAREBBERO PERDERE L'IDENTITà E DISTRUGGERE IRRIMEDIABILMENTE LE TRADIZIONI MILLENARIE!!!

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    Ciao Daniela, mi è stato detto che nelle vicinanze di Leporano, forse su di un colle. c'è una statua di S.Emidio, ne sai qualcosa? meglio ancora se hai qualche foto di questa statua. Ti ringrazio Alberto

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    [...] la guerra civile che ha insanguinato l'Ex-Jugoslavia tra il 1991 e il 1995. Uno spettacolo che corre sul fi lo dell'emozione attraverso quattro storie. terribili e splendide raccolte dalla Dott.ssa Svetlana Broz, nipote del ...  [...]

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    Caro Massimo ho appena letto questo splendido pezzo, in ritardo ahimé. Ne ho scritto uno simile (anche se molto più breve e con due ricette diverse). La cosa simpatica è che abbiamo dedotto esattamente le medesime conclusioni. Mi permetto di dirtelo e di scriverlo qui perché tu non abbia dubbio alcuno sul fatto che quando verrà pubblicato comprenda che si tratta semplicemente di una coincidenza e non di un plagio. Per maggior correttezza lascio da parte il concetto di "Sargeniscu" o "Sarginiscu" e rimando al tuo pezzo. Un caro saluto.

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    Sono stato a Presicce quest'anno, in occasione di una mia vacanza nel Salento (in effetti è la terza volta che torno nel "tallone d'Italia" dal 2006), alloggiavo a Salve e nel corso di 2 serate (il 5 e il 17 Agosto) ho visitato la cittadina, i suoi frantoi e i suoi palazzi rimanendone affascinato, anzi conquistato, sia per la bellezza e l'eleganza della cittadina che per l'ospitale cordialità dei suoi abitanti, cosa peraltro riscontrata in tutto il Salento. Consiglio vivamente una visita a Presicce e ad altre cittadine limitrofe: Acquarica, Specchia, Alessano.

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    ... splendida poesia !!!! W i " Leoni di Liguria " !!! Leon ! William Bill Kilgore

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    Gent. mo sig. Paolo, le sarei infinitamente grata se mi indicasse la fonte letteraria o iconografica da lei utilizzata per formulare l'ipotesi di interpretazione proposta. Grazie per la sua attenzione.

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    MOLTO MA MOLTO BELLA QUESTA VOSTRA RICERCA. Se vi invio una foto di una mia varietà di fico potrebbe classificarmela? Le sarei molto grato. Giuseppe Litta

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    La ringrazio per i complimenti e mi scuso per il ritardo dovuto a morte del pc (meglio lui...) dopo un decennale onorato servizio. In riferimento alla sua domanda spero di non deluderla essendo io non un botanico ma solo un inguaribile curioso assetato di conoscenza. Comunque, forse solo nel nostro caso tentare o essere tentati non è peccato, nemmeno in senso laico. Può inviarmi la foto all'indirizzo in calce e, possibilmente, indicarmi l'eventuale nome con cui il fico in questione potrebbe essere stato, magari occasionalmente,da altri identificato e la zona di allocazione,anche se essa potrebbe non coincidere con quella d'origine. polito.armando@libero.it

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    Il ponte di cui parla P. Wuilleumier NON era situato dove oggi c'è il ponte di Pietra ...egli scrive testualmente che era come quello di pietra e doveva insistere in un'area più o meno vicina. Lo testimoniano dei ritrovamenti archeologici di pavimentazione antica nn molto lontano dal ponte di pietra (Ponte Napoli) odierno. Inoltre I Tarantini di 2200 anni or sono nn disponevano di tecniche architettoniche tali da impiantare piloni di cemento in Mar Piccolo e costruirvi sopra un ponte almeno lungo circa 2000 metri colleganti PENNA al PIZZONE. Non ne avrebbero mai avuto necessità, quella zona risultava spoglia e deserta e inutile per traffici commerciali. Lavocazione commerciale di Taranto era appagata dalle maestose navi da guerra e commerciali che essi sapevano magistralmente manovrare e da ben due porti: uno intyerno in Mar piccolo e uno in Mar Grande, capace di ospitare in rada 130 navi Cartaginesi (Tito livio).Il più antico ponte greco scoperto nella città di Nassos con la massima lunghezza di 70 metri sopra un Fiume.(Enciclopedia Treccani - Ponti Antichi). Inoltre tutti i testi antichi accennanti al ponte lo vogliono ubicato alle porte del porto. Che esistesse più o meno lungo come quello di pietra ci viene anche da ritrovamenti di antiche pavimentazioni a reticolo ( P. Wuilleumier). Gli storici testimoniano che fosse anche attivo quando Annibale prese Taranto, togliendola ai Romani, quundo lì comandava il Pretore Marco Livio Macato. Cordialità e saluti.

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