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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Interessante, se luglio-agosto continuano le escursioni io sarò dei vostri.

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    Wir danken Dott. Marcello Gaballo herzlich für seine wissenschaftlichen Nachforschungen über die Kreuzritter im Salento und insbesonders über die Masseria Fiume in Santa Maria al Bagno. Alle seine geschichtlichen und kulturellen Arbeiten sind nicht nur für Apulien wertvoll, sondern für alle geschichtlich interessierten Menschen in Europa und Übersee. Die wundervollen Bauten, verbunden mit der einmaligen Landschaft müssen der Nachwelt erhalten bleiben. Ohne die Nachforschungen von Dott. Gaballo hätten wir kaum Kenntis vom kulturellen Erbe Apuliens. Es ist so reichhaltig, dass es dem UNESCO-Kulturerbe unterstellt werden sollte. Teresa und Kurt Marending-Orlando

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    Brava Daniela !

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    Gentile Dott.ssa Capozzo, La ringrazio per l'apprezzamento. Personalmente non sono a conoscenza dei costi - sono stata chiamata esclusivamente ad introdurre le opere dell'artista - ma, se lo desidera, posso riferire agli organizzatori della Mostra quanto da Lei richiesto. Un cordiale saluto. Carmen De Stasio

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2011/05/31/i-cavalieri-teutonici-in-puglia-e-a-santa-maria... [...]

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    [...] Permutata con alcuni dei lasciti del legato del vescovo neritino Mons. Francesco Carafa della Stadera (11/4/1736 – 1/7/1754)[89], la masseria Fiume viene confiscata dallo Stato dopo l’ unificazione dell’ Italia, con le leggi di soppressione e di conversione dell’ asse ecclesiastico. Il presente contributo, rivisto ed integrato in alcune parti, lo pubblicai in: L’ abbazia di S. Maria de Balneo: da dimora dei Cavalieri Teutonici a masseria, in Nardò Nostra. Studi in memoria di don Salvatore Leonardo, a cura di Marcello Gaballo e Giovanni De Cupertinis, Bibl. di Cultura Pugliese n° 128, Congedo Ed., Galatina 2000, pp. 11-28.     La prima parte si può leggere cliccando sul link in basso: http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2011/05/27/i-cavalieri-teutonici-in-puglia-e-a-santa-maria... [...]

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    Che fascino promana dalla nostra saggezza popolare..credo esista un proverbio per qualsiasi episodio della vita o quasi!

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    Poesia molto profonda, esprime le onde dei nostri sentimenti, complimenti all'autrice. Simona Fusaro

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    Sembra quasi di sentire davvero il profumo del mare burrascoso, di respirarlo fino infondo per coglierne l'essenza profonda, il fascino e quel timoroso rispetto che ne aumenta la bellezza e la grandiosità. Le onde sono quelle della vita che porta in alto e in basso come un'altalena e che va cavalcata con coraggio anche nei momenti bui e sempre con il sorriso sulle labbra.

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    6 giugno 2011, Festa delle barche drago... In Cina ogni anno, il quinto giorno del quinto mese del calendario lunisolare cinese si festeggia la Festa delle barche del drago (端午节, Duānwǔ Jié). Molte sono le leggende e i significati che ruotano attorno a questa festa tradizionale cinese dalle ori...

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    Sì, abbiamo inventato una cultura "a portata di mano", per un uso compulsivo e consequenziale alle mode, ma ci siamo dimenticati della cultura genuina, vera che sempre ha rappresentato la semplicità della nostra comunità. Ossessionati dal rumore che deflagra stupide meraviglie, abbiamo mutilato la memoria collettiva e al contempo le tradizioni culturali che hanno contrassegnato seriamente per molti anni la vita della gente del Sud. Abbiamo imparato stupidamente ad abbandonare il rigore, la scienza, la cultura per il gossip, per le chiacchiere pseudo-culturali, rincorriamo chimere che non ci appartengono. Apprezzo l'articolo e ne condivido ogni cosa. L'augurio è che quanto prima la comunità si ravveda dello sbando e comprenda seriamente il valore della nostra tradizione.

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    Ho osservato con attenzione le opere qui illustrate del Ferri, corpi plastici ebbri di luce calati in una situazione “mitica” senza tempo, una sorta di cuscino temporale in cui tutto è già stato detto, tutto si è già svolto. L’immutato storico ”classico", capace di non esaurire il suo dialogo per quanto anacronistico .E questo è senz’altro il nocciolo distintivo di quest’opere, insieme alla patinata e raffinata espressività tecnica, che si ascrive in quel filone artistico di “Arte Colta”o “Citazionistica” con dettagli pittorici di forte iperrealismo. Ma in un universo di poliglottismi culturali, quali quelli che viviamo, quest’arte fu a lungo stigmatizzata dai critici come“immagine morta produttrice di irrealtà”, oggi rivive e si riscrive alla stregua delle altre, come arte di protesta, in quell'ampio panorama che fu il Postmodernismo degli anni ottanta. Roberto Ferri, con la sua arte suadente esplodente di energia plastica, ne è senz'altro un ottimo e valido esempio. Figlio e orgoglio di questa fertile terra.

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    Parafrasando il titolo della poesia, vulcanico mare .... vulcanica mente. Non sono un prof nè un letterato, ma leggendo la tua poesia, ho avvertito un grande senso di pace. Brava. Continua così.

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    Ottimo articolo col quale sono pienamente d'accordo. Non marginalizzerei però il tutto alla pizzica. Spiego: il presente articolo si specializza dichiaratamente sull' ambito musicale, ma in realtà il "Salentino tipo" in sè è un salentino 4 mesi all'anno. Salentu intra lu core dunque, ma solo quando questo ci pone un gradino più in alto di chi ne apprezza le bellezze materiali e non. Non a caso i più radicali sono coloro che studiano o lavorano fuori, o coloro i quali ospitano in estate il loro colleghi ed amici altitaliani. Amore di comodo, dunque. E i risultati si vedono.

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    Grazie della pubblicazione. Siamo aperti a qualsiasi tipo di commento, ovviamente.

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    Grazie della pubblicazione. Siamo aperti a qualsiasi tipo di commento, ovviamente.

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    Grazie ad Elio e Corrado per l'attenzione e per i bei commenti, ai quali spero di riuscire in qualche misura a replicare con la continuazione del discorso sopra iniziato. Saluti

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    ammirevole il vostro impegno e la sensibilità per certi argomenti. Bravi, non mollate! e soprattutto non lasciatevi scoraggiare dall'indifferenza, dalla burocrazia, da obiettivi ben lontani dai vostri Marcello Gaballo

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    Signora Maria, lasci perdere il sito http://www.turismoinalbania.it/, che non ha alcuna credibilità. Sui cognomi arbereshe putroppo manca una bibliografia seria, consideri che gli arbereshe quando arrivarono in Italia italianizzarono i loro cognomi, quindi tra gli arbereshe troverà molti cognomi italiani. Per avere informazioni sui cognomi del sud Italia di origine albanese le consiglio di partire dagli studi del linguista tedesco Rohlfs

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    L'accorato appello di Massimo non passi inosservato. Sappiamo per certo che tanti spigolatori sono di Galatina e potrebbero convergere su una richiesta del genere, motivata, documentata, pertinente. Bravo Massimo! tutto quello che ci è possibile noi lo faremo!

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