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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Prof. Interessantissima trattazione della Festivita di ferragosto. Molte delle informazioni storico cristiane che sono nell'articolo erano per me sconosciute!!!!! :) complimenti

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    Ringrazio per tutte le integrazioni che hanno preservato il mio post dalla probabile accusa di mera, sterile esercitazione accademica, pur non facendo parte io di quel mondo.

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    Concordo che *nacicare non porti a nazzicare; per completezza, anche -cj- dà l'esito -zz- come ad es. *jacium > jazzu 'giaciglio', aciarium > azzaru 'acciaio', ecc. Mentre, invece, i prestiti dall'italiano che presentano -cc(i)- conservano la palatale: es. gallinaccio > callinàcciu 'tacchino', goccia > còccia 'colpo aploplettico', ecc.

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    Il toponimo lu Rìu da l'Orìu... ma quale sarebbe poi la voce di origine del lemma? Come si spiegano le forme con -a di l'Urìa e lu Rìa? Questo tema mi interessa giacché il mio cognome è Ria e troverei stimolante incontrare nuovi suggerimenti sull'origine del significato, oltre a quello proposto dal Rohlfs nel 'Dizionario storico dei cognomi salentini' e nel 'Dizionario storico dei soprannomi salentini'.

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    In greco esiste anzitutto oros=monte, altura, il cui plurale Órea risulta usato come personificazione (Le Montagne, figlie di Gea) nella Teogonia (129) di Esiodo. Tuttavia l’ipotesi di passaggio Órea>Urìa mi appare ostacolato dal cambiamento dell’accento; anche immaginando un intermediario latino questo sarebbe dovuto essere Ùria, dal momento che la e del greco Órea è breve; azzardato mi pare pure supporre che lo spostamento dell’accento sia dovuto alla deglutinazione (l’Órea> lu Rìa; il passaggio dall’originario plurale greco al singolare non porrebbe problemi perché Órea può essere considerato un neutro collettivo). Derivati di oros sono, sempre in greco, il sostantivo òrion (=limite, confine, baluardo) e l’aggettivo òrios/orìa/òrion=relativo al confine; in particolare, di quest’ultimo il femminile (orìa) risolve il problema dell’accento prima evidenziato; ma lo risolve anche il femminile dell’altro aggettivo òreios/orèia/òreion=relativo alla montagna. Tuttavia questi due aggettivi, se risolvono il problema dell’accento, fanno risorgere quello del genere, anche se si potrebbe ipotizzare una confusione (tutt’altro che improbabile visto che la radice è unica) tra orìa e òria (plurale di òrion sostantivo ma anche del neutro di òrios/orìa/òrion).

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    IMPORTANTE Entra in vigore il nuovo D.Lgs 121/2011 I reati ambientali diventano illeciti penali. Dal 16 Agosto 2011 è entrato in vigore il nuovo D.Lgs 121/2011 -pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 01 Agosto 2011- che recepisce due direttive dell'Unione Europea: la 2008/99 e la 2009/123. Le direttive impongono sanzioni penali per le condotte illecite ai danni dell'ambiente. Scarica il testo del D.Lgs 121/2011 a questo link: http://www.proceduresga.it/esempi/DLGS121-11.pdf

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    Prima di inviare il post ho chiesto proprio a Giuseppe quale organo fossero i ciceri perché non volevo essere generico scrivendo "interiora" invece di "intestino", come ho alla fine fatto convinto dalla sua risposta. Ora Marcello mi fa riaffiorare il dubbio. A questo punto, Massimo, se ci sei batti un colpo...

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    Leggerò il libro. L'introduzione di Pier Paolo Tarsi induce alla lettura. Complimenti all'autore. Elio Ria

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    Il titolo è estremamente azzeccato, anche se i Turchi (quelli veri...) disseminarono terrore, morte e distruzione sì, ma non irreversibili. Triste, poi, constatare come la politica si sia ridotta a fungere da "palo", mentre gli altri fanno il colpo...Votate, gente, votate!

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    Quello che hanno fatto i Turchi lo faranno gli Inglesi!!!!!!!!!!

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    Grazie per tale revisione bellissima vista sulla città.

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    Segnalazione: "Aperta la caccia al petrolio del Salento" LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO di Tonio Tondo (martedì 6 settembre 2011) L'intervento SALVIAMO L’ADRIATICO E IL SALENTO DALLE TRIVELLAZIONI IN MARE del Prof. Nicolino Sticchi ( pubblicato nei giorni scorsi da Il Paese Nuovo e sui siti web www.messapi.info e www.spigolaturesalentine.it ) è oggi pubblicato in prima pagina da La Gazzetta del Mezzogiorno. In prima pagina e a pagina III de La Gazzetta di Lecce sotto il titolo "Nel mirino delle compagnie i luoghi più belli del litorale" con sottotitolo "Allarme dal web: <>" viene riportato l'appello della Prof. Maria Rita D'Orsogna.

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    da "La Repubblica" di oggi: ...Il giallo si infittisce, perché da Roma, nelle ultime settimane, non sono arrivate notizie certe. Le ultime risalgono al 28 luglio scorso, quando pare che il ministero dell’Ambiente abbia dato l’ok ad una serie di ispezioni sismiche preliminari alle trivellazioni. Destinataria dell’autorizzazione sarebbe la Northern petroleum, colosso del settore, già titolare di due permessi di ricerca dell’oro nero nell’Adriatico meridionale e in attesa di risposte per altre sette istanze relative a vaste aree marine antistanti l’intero Tacco d’Italia. Le ispezioni sismiche dovrebbero essere condotte tramite la tecnica dell’air gun, ovvero spari di aria compressa verso i fondali, considerati estremamente dannosi per la vita della flora e fauna marina. Non a caso gli ambientalisti, durante l’estate, hanno lanciato sul web una vasta campagna, con tanto di petizione popolare, per sollecitare il ministero a impedire quello che viene considerato un nuovo possibile scempio, dopo il pericolo scampato delle trivellazioni vicino le Tremiti... http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/06/news/piattaforma_per_il_petrolio_spunta_nel_salento-21281058/

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    Petrolio, inquinamento e povertà E' di oggi il rapporto Amnesty International: "Petrolio, inquinamento e povertà nel Delta del Niger". Purtroppo, fra non molto, se non fermiamo le trivellazioni in Adriatico, ci sarà un rapporto Amnesty International su: "Petrolio, inquinamento e povertà nelle regioni adriatiche dell'Italia".

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    I cosiddetti "cicèri", come ben illustrato da Armando, sono appunto il ventriglio che è una porzione dello stomaco degli uccelli e più precisasamente la parte dello stomaco che si trova nella regione pilorica, è costituito da fibre muscolari potentissime che ne fanno un organo in grado di schiacciare e triturare meccanicamente il cibo ingerito dagli uccelli che spesso per aiutarsi nella digestione di semi e granaglie ingeriscono anche piccole pietre. L'organo è reso inconfondibile dalla sua forma tondeggiante schiacciata al suo interno è rivestito da una membrana coriacea grinzosa resistentissima che protegge il muscolo da possibili lacerazioni. Tale menbrana deve essere eliminata prima di destinare i ventrigli al consumo, tale operazione si esegue sezionando per metà il ventriglio, quindi afferrando un lembo della menbrana interna e tirando si riesce a staccarla completamente, segue un rapido lavaggio sotto acqua corrente onde eliminare eventuali residui di cibo e pietrisco. Costituiscono una delle rigaglie più apprezzate, in quanto essendo poco irrigata dal sangue ha un gusto particolarmente delicato. Molte le ricette storiche che li vedono protagonisti, tra queste: la finanziera e alcune versioni del risotto alla milanese. Per quanto riguarda il Salento non esistono ricette specifiche, in quanto qui storicamente non è mai esistito l'allevamento intensivo di polli da carne, né tantomeno l'usanza di vendere i polli previo frazionamento. Ovviamente quando nelle famiglie veniva macellato un galletto si cercava di valorizzarne ogni parte, zampe incluse, le rigaglie: cresta, testicoli (pasuli), cuore, fegato e cicèri che cucinati in umido insieme al gallo costituivano dei bocconi prelibati spesso riservati ai banbini che se li condendevano avidamente. Particolarmente grande e appezzato anche il vetriglio di oche e anatre tanto che quando nelle grandi riserve delle paludi dell'Arneo, di Frigole e delle Cesine si organizzavano delle cacce collettive alle folaghe, che vedevano soccombere centinaia di questi uccelli, i signori soci riservavano per essi solamente i ventrigli, lasciando gli interi animali a battitori e guardiacaccia. Ricette consigliate: alla genovese, soffritti con alloro, mentre se si dispone di piccoli quantitativi possono essere cotti in brodo insieme al pollo.

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    le sciagurate torri avvistate al largo di Santa Cesarea erano solo in transito verso Crotone. Non è comunque una buona notizia, significa che le cose proseguono e presto, molto presto, arriveranno in Regione richieste di autorizzazioni a distruggere flora e fauna delle marine salentine. Vigilare, vigilare, vigilare ed indignarsi.

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    da http://www.20centesimi.it/blog/2011/09/06/falso-allarme-trivellazioni-ma-a-brindisi-e-tutto-vero/ di Victor Botta: "...Si può finalmente tirare un sospiro di sollievo: la piattaforma petrolifera avvistata nei giorni scorsi al largo di Santa Cesarea non sta eseguendo alcun tipo di attività lungo la costa leccese. Ad assicurarlo è l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro. Da informazioni assunte presso la Capitaneria di Porto di Bari la piattaforma, denominata Key Manhattan, è oggi al largo di Crotone ed era solo in transito davanti alle coste salentine... ...Se un’emergenza – fortunatamente solo mediatica – sembra essere rientrata, un’altra, tuttavia, continua ad allarmare e non poco. A Brindisi, in base ad un accordo stipulato nel novembre 2009 per la ragguardevole cifra di 1 miliardo di euro tra l’Eni e la Saipem Spa, quest’ultima, nella seconda metà di settembre, avvierà le estrazioni petrolifere a 25 miglia dalla costa in un giacimento denominato campo “Aquila”... ...Ma la Provincia di Brindisi è stata avvertita dell’avvio delle operazioni? “Assolutamente no”. Tuttavia, rassicura Ferrarese, “Insieme alle altre istituzione locali cercheremo di far pressioni sul governo centrale affinchè si possano bloccare e vietare le trivellazioni. Contestualmente domani incontrerò l’Eni per capire qual è l’interesse e che cosa hanno intenzione di fare sul giacimento Aquila”, conclude il Presidente. Il tempo stringe, la piattaforma petrolifera da Dubai si avvicina sempre di più... Leggendo si scopre che l'allarme -lanciato proprio dai documenti in nostro possesso- e' verissimo!

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    La storia del sacco di Otranto si ripete. Era il 27 luglio del 1480 quando da Otranto fu avvistata la flotta turca di Akumt Pascià. "State calmi, non c'è pericolo... le navi del nemico sono dirette a Brindisi...! Così dicevano i comandanti della guarnigione spagnola al sindaco e alla popolazione otrantina. E furono prorio i soldati spagnoli i primi a scappare, calandosi con le funi dagli spalti delle mura di Otranto quando -in barba ai loro proclami rassicuranti- le navi della flotta turca volsero la prua verso Otranto. Sono passati 531 anni da quel fatidico giorno. Proprio il 27 luglio 2011 le istituzioni locali e i giornali ricevevano dalle nostre mani sulle loro scrivanie (senza nemmeno doversi affaticare per acquisire le informazioni allarmanti e urgenti che gli davamo) l'appello contro le perforzioni di fronte alle nostre costre e nei nostri mari alla ricerca del petrolio da parte del nostro nemico: le compagnie petrolifere, straniere o italiane che siano. La storia si ripete: "Calmi, state calmi, non c'è pericolo, le trivelle sono solo in transito, sono dirette a Crotone, forse ce ne sono altre dirette a Brindisi..." Ovvero, vogliono dirci: "Sudditi, state calmi, ci pensiamo noi..." Non ci prendete in giro. Le trivelle vengono qui da noi, nei mari della Puglia, alle Tremiti, a Brindisi, a Lecce, alle cesine, a Otranto, a Santa Maria di Leuca, a Porto Cesareo, e poi ci circondano dappertutto, a Crotone, a Pantelleria e... ANDATE AL DIAVOLO!

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    Sempre delicata e poetica la prosa di Elio Ria, incanta anche quando si fa denuncia.

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    Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=453501&IDCategoria=1 Ora a rischio perforazioni anche il mare del Salento di Tonio Tondo LECCE - Nove richieste di permesso di ricerca e sfruttamento degli idrocarburi, seimila chilometri quadrati di mare interessati, 28 località turistiche, dalle Isole Tremiti a Santa Maria Leuca, coinvolte nei sondaggi, alcuni a pochissimi chilometri dalla costa: la Northern Petroleum, società di ricerca petrolifera con sede legale a Londra, in un breve arco di tempo, nel corso del 2010, ha messo in atto una strategia aggressiva nella ricerca dell’oro nero nel Basso Adriatico. ... In realtà, la vicenda è stata sottovalutata. C’è una corsa in Italia ai permessi nella ricerca petrolifera e di gas. Gli inglesi sono i più attivi. Oltre alla Norther si è fatta avanti anche la Spectrum, un’altra società con strategie pervasive, che ha chiesto di poter agire lungo l’intero Adriatico, da Venezia a Santa Maria di Leuca. Sembra che questa corsa sia giustificata da due motivi: la possibilità di scandagliare i fondali anche a pochi chilometri dal litorale mentre in altri Paesi bisogna allontanarsi fino a 160 chilometri (Stati Uniti) e la bassa percentuale dei ricavi, il quattro per cento, riconosciuti allo stato...

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