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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    E non c'è frase più azzeccata che quella di Thomas Muntzer che rispechhia anche l'attuale contesto sociale giudiziario, ambientale, della questione raddoppio 275 da Montesano a Leuca: "Guarda, i signori e i prìncipi sono l'origine di ogni usura, d'ogni ladrocinio e rapina; essi si appropriano di tutte le creature: dei pesci dell'acqua, degli uccelli dell'aria, degli alberi della terra (Isaia 5, 8). E poi fanno divulgare tra i poveri il comandamento di Dio: "Non rubare". Ma questo non vale per loro. Riducono in miseria tutti gli uomini, pelano e scorticano contadini e artigiani e ogni essere vivente (Michea, 3, 2-4); ma per costoro, alla più piccola mancanza, c'è la forca." Dalla confutazione ben fondata del 1524.

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    Le fische, fiscareddhe di cui si parla, nonché tutta una serie di articoli nello stesso materiale, per quello che ne so io, venivano prodotti esclusivamente dalle "spurtare" del mio paese Acquarica del Capo. Vedi sito http://www.comune.acquaricadelcapo.le.it/citta_territorio/arte-cultura.php Come detto nell'articolo di Armando, questi prodotti sono stati soppiantati dall'avvento della plastica. Attualmente, vuoi anche per la difficoltà a reperire la materia prima il giunco, nel mio paese sono rimaste pochissime "spurtare" (compresa la mia mamma) che si dedicano a confezionare soprattutto dei cestini molto fini divenuti ormai degli oggetti d'arte e non già più destinati al loro uso originario. Sull'argomento qualche articolo più completo e didattico non starebbe male, giusto per non perdere le tradizioni o almeno per tenerne traccia. Un saluto a tutti gli spigolatori

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    Complimenti, cara Maria Grazia, per l'articolo su Vanini, il "Giordano Bruno" del Salento; è vero, hai detto giusto! Una storia molto triste, tragica e crudele che mete in risalto il coraggio e la forza delle idee in cui si crede. "Il Giordano Bruno" del Salento... mi piace molto! ...

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    E' una follia, 4 corsie che finiscono a mare, se non venisse da piangere, ci sarebbe da ridere. Che fine ha fatto il progetto della strada parco? Non fruttava abbastanza alle lobby politiche e cementiere???

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    A proposito della posizione della facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento, un antico adagio salentino recita: "lu pesce, 'nfetisce te la capu"

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    Ecco come preziose informazioni di botanica si intessono alla perfezione con un piacevole stile narrativo che tiene inchiodato il lettore su questo pezzo fino all'ultimo rigo. La cicoria di Galatina diventa così protagonista assoluta della fantasia creata dal suo excursus storico, oggetto di desiderio della tavola di qualsiasi leccese che se ne fosse per caso dimenticato e di chiunque, non salentino, ne legga le proprietà e si lasci ammaliare dalla sua splendida descrizione. Colore, sapore, metodi di consumazione, appetibile turgidità e ammirevoli qualità fanno della nostra cicoria una star, umile ma d'indiscutibile bontà!

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    Quando il Keynes partorì la geniale idea che la creazione di posti di lavoro passava anche attraverso le due fasi dello scavo di buche e del loro successivo riempimento probabilmente non aveva messo in campo la corruttela e le tangenti e non si lasciò neppure sfiorare nella sua genialità dall’idea che questa procedura comportava, forse, solo nell’immediato dei vantaggi ma, alla lunga, neppure tanto lunga..., lo sperpero della ricchezza. Da allora questo principio economico assassino dell’ambiente e del futuro, anche economico, è imperversato con la sostituzione alle buche (almeno loro, una volta riempite, riportavano più o meno tutto nella situazione precedente) con cattedrali nel deserto e con scempi di ogni genere. Il processo in atto si arresterà, probabilmente, solo quando anche il più umile degli operai si renderà conto di essere complice e connivente e quando la prospettiva del carcere sicuro, dico sicuro, cesserà di non fare né caldo né freddo a faccendieri, affaristi, speculatori e corrotti. Ma il bisogno di soddisfare la fame, e non solo quella reale e di pura sussistenza, è tanta... Ormai sopravvivo solo grazie all’ironia, che, nella fattispecie, mi ispira la proposta di stipulare una convenzione con la Groenlandia, in modo che una volta condannati, se mai lo saranno, i nostri campioni di furbizia, che è sempre disonesta, scontino la pena in quelle remote lande e qualche esquimese, pure lui condannato, dalle nostre parti. In un colpo solo all’uno e all’altro il carcere cesserà di non fare né caldo né freddo e il problema delle nostre celle sovraffollate sarà risolto...

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    paulus lombardus,secondo me sei stato clonato da una molecola di ca....a, leggo quello che hai scritto e vedo solo mer...a, ma si sa',quando uno è il nulla mischiato con il niente!

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    lo scempio del territorio finirà non per una presa di coscienza, ma quando il denaro non avrà più valore, cioè mai. Mettetevi l'anima in pace, il denaro vince su tutto!

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    Cosa dire se non un elogio al compaesano Giorgio Creti,alcuni suoi personaggi li ricordo ancora e questo mi investe nei suoi racconti, specchi fedeli di realtà scomparse ma sempre importanti per il suo valore antropologico e storiografico riguardo la piccola comunità salentina.

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    Le emozioni di Silvana evidenti nelle sue parole sono le nostre. Ritengo che fin da tempi remoti noi salentini siamo vissuti in un mondo ancestrale, dove tante cose ci sfuggivano, ma non il rapporto con la terra. E' importante recuperare questo rapporto con la cultura contadina, una cultura materiale di cui gli ulivi insieme alla vite e al grano, come dice Braudel, sono i tratti distintivi, tipici della cultura mediterranea, senza distinzione di sponde geografiche. Questa pulsione determina l'ispirazione artistica. Non conosco i lavori di Silvana, ma se le premesse sono quelle da lei anticipate, sicuramente troveremo un filo comune, rosso o verde non importa: il modo di uscire dal labirinto di una società che guarda al passato con noncuranza, forse perchè ha paura del futuro. Avremo modo di scambiarci punti di vista, credo, e soprattutto idee e, perché no, ideali da cui ripartire per una rinascita non solo economica ma anche umanista, nel senso più ampio del termine, del nostro caro sud, sfortunato ma sempre generoso. A presto, Paolo Rausa.

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    È amaro dover constatare, e non è l’unico riscontro..., da salentino, che i valori di questa terra, almeno a parole universali, sono più apprezzati da una persona “esterna” (ribadisco una delle tante, e questo per me è un conforto e una speranza) che da coloro i quali dovrebbero essere stati scelti (parlo così perché non voto da trenta e più anni...) per difendere (ma per difendere è importante conoscere e poi amare...) quei valori. Grazie.

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    Sarà così, ma non è rinunziando alla tensione verso il bello e il buono che ci si può sentire con l'anima in pace e con un cranio meno vuoto, anche se la pancia sarà piena...

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    Usare un po' di fantasia sarebbe un gran beneficio nella vita, ma anche i ricordi e un po' di sana immaginazione non sono male. I legumi, ingredienti fondamentali della nostra secolare dieta mediterranea, mi fanno pensare a mia nonna 'Sina e non al viso di un povero messicano, o chi per lui, sfruttato per accontentare la produzione per esportazione 'globale'. E il viso di mia nonna era dolce quando ci dava in premio una manciata di ceci tostati da mangiare come stuzzichino, e vi assicuro, era molto meglio delle patatine fritte! Mio padre si faceva giri 'pindarici' delle campagne per trovare i produttori locali di qualsiasi frutto di buon livello nutrizionale e avere così la soddisfazione di vedere la terra che aveva dato i natali a ciò che sarebbe bollito da lì a poco nella sua pentola, oltre che nel suo orgoglio di padre. Oggi questa è una soddisfazione che pochi possono prendersi ormai, e forse una parte di quei pochi la assapora solo perchè è un eccellente utilizzatore di fantasia!!!

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    Bellissima... Non uso a fine giudizio un vigoroso punto esclamativo per il semplice fatto di essere stata piacevolmente rapita dall'atmosfera assolata evocata da questi bei versi. Placido delirio dei sensi. L'amore, l'amicizia e la morte, ovvero tre punti cardinali della vita, qui sono rappresentati con poche straordinarie parole ad effetto. Una dolce raffica che scuote l'intelligenza e il sentimento. Il gatto, animale conosciuto per il suo insuperabile potenziale di adattamento e sopravvivenza, spolpa il suo cibo preferito, segno che nella penisola salentina c'è e c'è sempre stato un posto per tutti. E mentre queste donne imponenti pur senza descrizione di alcun tratto del loro essere, pettinano i loro lunghi capelli, lascio spazio alla mia affettuosa invidia per quel pettine che non è riuscito mai a scandire il tempo seguendo le onde indistricabili dei miei ricci...

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    Solo rabbia e sgomento!

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    non so perche ma san cataldo mi dice qualcosa percio' ho interesse a sapere

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    Ecco una delle tante e belle poesie che avrei voluto scrivere per il mio paese, ma, bello a dirsi, mi ha estasiato il commento di Raffaella che ha aggiunto scampoli di tenera e "riccioluta" poesia a a quella del nostro mirabile Bodini.

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    Fermiamo questo inutile spreco e questo scempio...

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    Ricordi d'infanzia: ..'ncera 'na fiata 'na muscia 'nchiata ca se bbinchaiu te simulata. Uei cu te la cuntu n'aura fiata? ?'Ncera na fiata 'na muscia 'nchiata ca se bbinchiau te simulata, uei cu te la cuntu 'naura fiata? Questa sorta di tiritera cantilenata chiudeva a ripetizione li "cunti" o le canzoncine filastrocche raccontate all'infinito! E poi, sempre sul gioco di parole e di suoni: "te fete lu fiatu"!

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