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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Molto interessante. L'anno prossimo ci farò una capatina. Grazie.

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    .......ma è una storia raccapricciante ! ! ! per favore creiamo un movimento e portiamo a casa il nostro "ragazzo" ! Tommaso Coletta

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    Riprendo dall’articolo di Giacomo Cazzato quanto segue: “Le parti che hanno sottoscritto tale Convenzione, inoltre, si sono impegnate a: “riconoscere giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressioni della diversità, del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità “ ( v. art. 1),” per esprimere la mia piena adesione e condivisione di questo impegno e colgo l’occasione per ricordare il valore delle tradizioni familiari, dell’unità, dell’armonia che lega indissolubilmente l’uomo alla sua terra, armonia che il denaro non deve intaccare pena la distruzione senza più speranza di ciò che i nostri padri ci hanno lasciato. Posti di lavoro? E’ mai possibile che la questione dei posti di lavoro sia sempre sollevata a giustificazione di interventi che poi si rivelano inutili e improduttivi? Si tratta di una strategia (sindacale?!) occupazionale che non può essere una bandiera per realizzazioni che cozzano contro obiettivi ben più importanti che perseguono un’idea di progresso globale nel rispetto delle risorse locali. Ad Haldol rispondo che il denaro non si può mangiare! Domani, se continuiamo a credere nel denaro risolutore di ogni cosa, non avremo più cibo, non avremo più il piacere di fare una “scampagnata” senza doverci ritrovare davanti agli occhi la tristezza di ponti, colonne di cemento, pale eoliche, montagne di rifiuti, aria inquinata dalle emissioni di camion e auto che oscureranno le nostre bellezze paesaggistiche rendendole non più idonee ad incrementare il turismo, l’agricoltura, l’allevamento e non ultimo, ma primo, il piacere della popolazione di conservare tradizioni e modi di vivere il territorio che già oggi abbiamo dimenticato. In memoria di questo mondo quasi scomparso esprimo il mio appello e la mia posizione nel mio profilo Facebook con una foto preziosa tratta dal mio archivio familiare. Negli anni Sessanta c’era l’abitudine, nel giorno di festa, di riunire tutta la famiglia per una “scampagnata” per raccogliere piante selvatiche, ammirare i campi di grano, magari farsi anche qualche “cantata” a squarciagola, con occasioni per i bambini di scorazzare nei campi, salire sugli alberi, giocare…. Oggi, purtroppo, il benessere naturale lo cerchiamo disperatamente e tragicamente nel denaro. Per respirare e per fare ginnastica andiamo, infatti, nelle palestre dove “esperti” istruttori pretendono di insegnarci a respirare, a muoverci, ci suggeriscono le tecniche più strampalate per “recuperare” o mantenerci in salute (ma quale salute, quella del denaro?), il tutto a suon di quattrini in un ambiente insalubre per eccellenza. I bambini li teniamo seduti sul banchino di scuola sei ore al giorno e più, poi a casa davanti alle tecnologie o li affidiamo ad altri istruttori per imparare questo e quello, meno il piacere di conoscere la natura “respirandola” direttamente, amarla perché fonte di benessere e, di conseguenza, rispettarla. Non si rispetta niente se non conosciamo e non sviluppiamo consapevolezza dell’esistenza di qualcosa. Come pretendiamo comportamenti responsabili dai bambini se non li mettiamo in condizione di conoscere l’ambiente e di essere critici verso tutto ciò che il mondo economico-produttivo e le forze sociali e politiche propongono con uno spirito contrario al mantenimento dell’equilibrio uomo-natura? Come risolviamo le grosse contraddizioni di un pensiero, di una ideologia (quella del progresso e del denaro) che predica la salute e il benessere e poi di fatto realizza esattamente tutto il contrario in un ambiente che diviene sempre più inabitabile?

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    Anche San Giovanni Elemosiniere, patrono di Casarano e Morciano di Leuca è un santo orientale, tant'è vero che il suo nome è citato nel "Canon Missae" della Divina Liturgia ortodossa...

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    E sbrighiamoci a farla sta benedetta strada

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    Gli ulivi come pezzi da museo al pari di animali esotici esibiti nelle gabbie! Senza voler essere acida, quelle menti che hanno espiantato, venduto e trapiantato l'ulivo millenario non sono appassionati del verde e della natura ma del denaro suggeritore maligno a cui penosamente aderiscono anche enti,istituzioni e turisti in cerca di cose strabilianti! Cosa aspettano a vendersi l'anima?

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    Propongo che i primi ad essere sottoposti al controllo di cui ho parlato nel precedente messaggio siano coloro che appaiono schierati nella seconda foto, a cominciare da quella con le mani tese (forse addirittura benedicenti) verso questa vergognosa testimonianza dell'idiozia umana. Sarò un idiota anch'io, ma non mi pare che l'albero, mostri con i buchi del tronco che ora appaiono come occhi senza lacrime, di gradire tanta disinteressata (?) attenzione da parte dei personaggi in posa per la sublime occasione. Armando Polito

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    Commercializziamo e spettacolirizziamo davvero tutto.IL Circo delle Oscenità è la vetrina itinerante della miseria umana, quella che programma, traffica, specula per arricchirsi e invece, ahimè, si sveglia ogni giorno di fronte allo Specchio Parlante e si riflette sempre più spregevole. Quello specchio dovremmo essere tutti noi, uomini di buona volontà, che invece di pagare un biglietto per ammirare un ulivo millenario in catene, dovremmo riaccompagnarlo a casa. Questa la vera libertà sua e nostra.

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    Sono di Monteparano. Ho spesso visto i vigneti con la scritta " coltivazione sperimentale" e mi son sempre chiesto cosa si significasse quel termine. Ora ha capito. Vorrei tanto assaggiare quel vino, ma non ho la fortuna di conoscere l'Ammiraglio Tombolini. Come fa a combattere la peronospera e l'oidio?

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    Può farlo il 23 gennaio, che è la solennità liturgica del Santo. La grande festa con luminarie, bande e fuochi è a maggio ma a gennaio si ricorda la festa religiosa. Lunedì 23 gennaio, nel pomeriggio, ci sarà la tradizionale processione del Santo e potrà approfondire la caratteristica usanza di distribuire i cosiddetti "panitteddhri" di San Giovanni, piccoli panetti biscottati di pane, poco più grandi di un bottone che, una volta benedetti, hanno il potere di proteggere i fedeli e le loro case durante i temporali e il maltempo in genere. La distribuzione avviene in chiesa madre durante la giornata della festa all'altare di San Giuseppe, il primo a dx entrando dall'ingresso principale. La preghiera che si usa dire esponendo in casa il panitteddhru è quella famosissima : Azzate San Giuvanni meu e nnu ddurmire... Esiste una confraternita intitolata al Santo che, lunedì sfilerà con gli abiti tradizionali e potrà vedere la celebre colonna di San Giovanni, nella piazza omonima, che, secondo la tradizione, sorge sul centro geografico della città. A presto!

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    Gia, persino le mani "benedicenti" come ultima estrema unzione! Roba da folli! Eleviamo anche noi, assieme all'ulivo, una preghiera per loro!

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    Tommaso pensavo proprio la stessa cosa, dovrebbe tornare dove è sempre vissuto. Temo però sia pura utopia. Consolerebbe (almeno un poco), conoscere la sua sorte attuale, sapere se si trova ancora a San Marino e se sta bene. In ogni caso ritengo che il suo calvario dovrebbe avere la giusta risonanza. Che serva per fare riflettere e per impedire che Ulivi cosi carichi di storia vengano espiantati.. Per salvare la quercia Vallonea di Tricase hanno deviato il corso di una strada: questo è rispetto per chi viveva molto molto prima di noi.

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2012/01/18/larte-di-intrecciare-il-giunco-ad-acquarica-del... Share this:FacebookTwitterStumbleUponStampaRedditLike this:LikeBe the first to like this post. [...]

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2011/01/03/saverio-lillo-pittore-settecentesco-di-ruffano/ Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink. ← Natale 2011 [...]

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    la verita'e'che spigolature salentine e'un ottimo giornale on.line e bisogna riconoscerlo, e'essenziale, pratico, molto maneggevole, e'scorrevole nella grafica,insomma un giornale... che conviene sempre leggere, per aggiornarsi

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    Ma quante ne sai!!!! :)

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    A questo punto non vi resta che unificare il composto di zucchero, olio e uova a quello di farina e spezie.

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    Dagli archivi dell'Istituto Luce, un breve video sulla lavorazione del giunco ad Acquarica: http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=17330&db=cinematograficoCINEGIORNALI&findIt=false&section=/

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    Se si deve pensare ad una qualche "apertura" alla modernità, non è certo con la distruzione del passato che si risolve il problema. Chi come me percorre spesso la SS 275 da Maglie a Gagliano, sa molto bene che occorrono 8-10 minuti da Maglie a Montesano e più del doppio per raggiungere Gagliano. I problemi di tempo potrebbero però, a mio avviso, essere risolti senza distruggere il paesaggio. Basterebbe creare una rotatoria all'altezza di Surano, per rendere continuo il flusso veicolare e deviare verso via Supersano l'accesso alla zona commerciale, una circonvallazione a Lucugnano ed un'altra per superare Alessano e Montesardo. Da San Dana a Leuca non andrebbe toccato nulla. Si spenderebbero gli spiccioli, cioè 88 mln e si risparmierebbero i 200. Vorrei sapere se Giacomo, che ha prodotto l'intervento più bello, insieme a quello di Elsa, è d'accordo sulla soluzione soft.

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    Attendo di conoscere proposte alternative, visto che lo zuccherino che hanno a due passi dalle labbra non riusciremo a toglierlo

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