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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Certo Luigi, la soluzione delle circonvallazioni leggere è stata subito insabbiata. Nessuno dei comuni ha mai provveduto ad una vera pianificazione urbanistica su fondamenti razionali e scientifici, il tutto per preservare i propri interessi politici nei piani lottizzazione. Se non per Tiggiano e Tricase nessun comune ha circonvallazioni leggere. Anche don Lucio Ciardo, responsabile dell'ufficio episcopale per la Giustizia e la Salvaguardia del Creato era contrario e lo è tuttora al tratto da Montesano a Leuca, ma anche qui il buonanima di De Grisantis venne tirato per le orecchie dai vari baciapile della politica e il povero prete, nonostante rispondesse a parola divina e a coscienza, dovette se non tacere, parlare solo a titolo personale. La gente è con noi, il problema è solo di informazione! Ma ci rendiamo conto con 288 milioni di euro che ferrovia potremmo? si passerebbe dai 30 km/h di oggi agli 80 km/h e nessuno prenderebbe più l'auto.

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    Il Ciolo a Gagliano del Capo. Che bei ricordi che questa foto mi trasmette anche se quel ponte è un pugno nell'occhio in questa bella costiera.

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    Ci sono ulivi ed ulivi. Quelli proposti sono monumenti della natura da tutelare e proteggere!

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    Interessantissimo come al tuo solito! Ci Sarebbe da indagare parecchio.

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    E' vero, Giacomo, basta percorrere una qualsiasi delle circonvallazioni di uno dei nostri paesi, per pentirsi amaramente di averla imboccata. Questo significa che sono nate senza una pianificazione territoriale preventiva, ma spesso allargando la strada vicinale ed attraversando qualche fondo del tale assessore o consigliere. Io ricordo quando le costruzioni a ridosso della via Nazionale di Montesano erano quattro o cinque. E poi seguì il solito destino di tutte le circonvallazioni fatte al solo scopo di dare respiro ai centri storici con nuovi insediamenti abitativi e non per sveltire il traffico veicolare. Le circonvallazioni andrebbero tutte rifatte, purtroppo, perchè le esigenze del movimento su gomma di oggi lo impongono. Per quanto riguarda la ferrovia, considerata la distanza minima tra le stazioni, è difficile aumentare la velocità senza saltare fermate. Un miglioramento della linea potrebbe comunque essere attuato.

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    Una chicca a nota del tuo interessante articolo su Kokoscka, credo qui Lucio valga la pena ricordare. Ed è relativa all'opera unanimemente ritenuta massima dell'artista "La sposa del vento" e alla musa che lo ispirò. La sopra citata Alma Mahler. Donna colta e affascinante, ritenuta la musa del XX secolo, tre matrimoni con importanti personalità dell'allora cultura viennese. Di cui in ordine; il compositore Gustav Mahler, l'architetto Walter Gropius, fondatore della nota Bauhaus, e il il poeta Franz Werfel. La loro fu una passione travolgente, ma il carattere passionale e gelosamente morboso dell'artista fece naufragare la loro unione, a niente valse la sua insistente offerta di matrimonio. Kokoscka male accetto l'abbandono della sua amata musa, tanto che addirittura ne ordinò minuziosamente un feticcio in tutto assomigliante a lei, ma quando la strana bambola fu pronta, non incontro la sua soddisfazione per la riuscita, ciononostante non se ne separò per lungo tempo. A lei soprannominata- la più bella ragazza di Vienna-,dedicò più di 450 opere tra disegni e tele.

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2011/01/08/lasparago-e-la-salsapariglia/ Share this:FacebookTwitterStumbleUponStampaRedditLike this:LikeA 3 blogger piace post. [...]

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    Non solo le favole hanno un lieto fine, questa volta lo ha anche la vita, quella semplice dei contadini. Nei paesi del nostro sud non c'erano solo i sudditi della rassegnazione, ma per fortuna anche i coraggiosi, i "Cuor di Leone" casalinghi e non meno ammirevoli di quelli blasonati. Così la letteratura ha reso omaggio a questi piccoli eroi sconosciuti attraverso Giorgio Cretì, ha impastato parole cariche di suspance a render merito a un'avventura, a un batticuore, a un ruggito forte contro le convenzioni. Cosimino e Pietrina rischiano insieme ai loro complici e tutti insieme vengono premiati dalla Buona Sorte diventando nel tempo una leggenda da raccontare, la prova tangibile che "...l'amore con l'amore si paga...".

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    Furrascina, dalle mie parti. E' l'erba verde tagliata per foraggiare. In genere orzo, che può essere tagliato anche più volte. Gli altri foraggi (veccia, farcula, fave, ecc..) hanno un nome proprio.

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    Ringrazio l’amico Angelo non perché una parte del suo contributo (“in genere orzo”) sembrerebbe riesumare la mia proposta etimologica da ebbro, ma proprio perché mi dà l’occasione di integrare il mio post dando a quella proposta, ammesso che ce ne fosse stato bisogno, un’ulteriore botta. La forma prevalente di “orzo” in dialetto salentino (le altre varianti coinvolgono solo la parte iniziale) è “uèrgiu”: perciò, se “urràscina” fosse stato da “orzo” avremmo avuto, tutt’al più “uèrgiàscina”. Giacché ci sono do anche il colpo di grazia: “furràscina”, non presente nel Rohlfs, è variante di “vurràscina”, presente, che ho citato. La trasposizione (v>b>f) è assolutamente normale e proprio “furràscina” rende certi che “urràscina” è legato a “farragine/foraggio”, con lenizione e perdita (altro fenomeno normale) della f iniziale.

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    [...] http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2010/03/22/il-castello-di-fulcignano-a-galatone/ Share this:FacebookTwitterEmailStampaLike this:LikeBe the first to like this post. Questo articolo è stato pubblicato in Galatone ed etichettato con Castello, Fantasma, Fulcignano, Galatone, Salento, Tesoro. Includi tra i preferiti il permalink. ← Lecce. Gli antichi fasti di Rudiae e il suo futuro incerto. [...]

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    Sarei grato a chi mi descrivesse la procedura dettagliata per accedere alle immagini. Io sono riuscito a giungere solo alle relative schede. Grazie. Armando Polito

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    Seguito del precedente messaggio. Cito fedelissimamente (copia e incolla) dal sito ufficiale http://www.sapuglia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=25&Itemid=53 “Nato nel 1999 con il nome "Progetto Pergamo", fu avviato con fondi residui del finanziamento straordinario previsti dalla Legge 145/1992 (giacimenti culturali) ed è attualmente finanziato con i fondi ordinari del Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione generale degli archivi. La prima fase di attuazione del progetto fu avviata sotto il coordinamento dell'ex Soprindendente archivistico per la Puglia dott.ssa Domenica Porcaro Massafra, con la direzione tecnico_scientifica della dott.ssa Carla Palma e la responsabilità tecnica di Giovanni B. L'Abbate (fino all’anno 2000) e Riccardo Marino (dall’anno 2001). Nella prima fase preparatoria il gruppo di lavoro della Soprintendenza e la ditta Solving s.r.l. collaborarono per la definizione e l'elaborazione del software. Nella fase di avvio sperimentale la riproduzione digitale fu affidata alla ditta Solving s.r.l. e la schedatura archivistica ad operatori professionali della cooperativa Progetto Cultura s.c.r.l.. Furono riprodotti e schedati cinquemila documenti su pergamena appartenenti a dodici archivi ecclesiastici e ad un archivio privato. Successivamente si rese necessario sviluppare nuovamente il software di acquisizione e di consultazione, ed il lavoro di reingegnerizzazione fu eseguito dalla ditta Unocom di A. Lopez & C. Alla stessa ditta, che curò la riproduzione digitale del materiale pergamenaceo, fu affidata anche la gestione, la manutenzione e l'implementazione del sistema informativo. Giunti ormai alla terza edizione, il sistema informativo si propone con un nuovo nome "Pergamene di Puglia" ed una nuova interfaccia grafica, ed è interamente riprogettato e sviluppato dalla ditta Meridiana Beni Culturali s.r.l. con nuovi linguaggi di programmazione ed in linea con i nuovi standard internazionali di descrizione archivistica EAD ed EAC.. Le nuove fasi di attuazione del progetto sono coordinate dall'attuale Soprintendente archivistico per la Puglia dott.ssa Maria Carolina Nardella con la direzione tecnico_scientifica della dott.ssa Carla Palma e la responsabilità tecnica di Riccardo Marino. La banca dati viene continuamente incrementata in relazione ai finanziamenti disponibili”. Ulteriori tentativi per visualizzare le immagini (a plug-in installato e a pc riavviato) non hanno avuto successo, inconveniente nel quale non sono il solo ad essermi imbattuto. Invito gli Spigolatori a provare e a dare cortese notizia dell’esito. Se questo dovesse essere negativo, da semplice cittadino (se fossi uno studioso, Dio solo sa quali parole userei) mi chiederei: dopo le ditte Solving, Unocom e Meridiana Beni Culturali, quale altra avrà il privilegio di continuare a non portare a degno compimento, nonostante la celebrata inaugurazione, un progetto pomposamente annunciato nel 1999? Armando Polito

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    Penso che questa tradizione dei panetti,affondi le sue origini nel culto greco:nella tradizione ortodossa infatti per le feste importanti del Signore o della Madre di Dio o di un santo si è soliti benedire i pani,insieme all'olio e al vino. Alla fine della celebrazione,detta "artoclasia" (in greco) ogni fedele porta a casa un pezzo di questi pani.

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    A parziale conferma di quanto asserito nella parte finale del precedente messaggio ho il piacere di comunicare, per quel che può interessare, di essere riuscito finalmente ad aprire, attraverso una procedura che per me rimane, comunque, piuttosto farraginosa, le immagini in oggetto usando Internet Explorer (e consentendo il controllo Active X richiesto) e non, come da tempo faccio, Google Chrome.

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    Ho letto il libro perchè suggeritomi da un'amica. Premetto di non essere Salentina ma molto innamorata della vostra terra. Grazie agli spaccati di vita reale e spesso comune di tutti noi sotto gli 'anta mi ci sono ritrovata a pieno, sembrava di essere lì con i ragazzi del paisiello, sembrava di correre per le vie della bella lecce o tra i vicoli di otranto e poi la capacità di triarico di disegnare momenti ed espressioni con le parole di ti affascina e ti conquista fino alla fine. consigliatissimo.

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    Grazie all'amico Massimo Vaglio sono venuto a conoscenza di codesto sito e finalmente potrò avere soddisfatte molte curiosità soprattutto sull'etimo di molti nostri vocaboli dialettali. Grazie Massimo!

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    "ALLA MONUMENTALITA', NON DEVE CORRISPONDERE L'INAMOVIBILITA' " Lorenzo Nicastro Ass. Ambiente Regione Puglia Lo stesso, ha inoltre pubblicamente asserito riferendosi agli olivi secolari che secondo lui, ingessano lo sviluppo della regione: "LA PUGLIA NON DEVE DIVENTARE UN MUSEO DELLE CERE" Queste ed altre amenità, sono state proferite da Nicastro per difendere l'indegna legge truffa chiamata: "Legge di tutela degli ulivi secolari" . Una legge che di fatto non tutela gli olivi, ma paradossalmente ne autorizza l'espianto!!!

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    "Scialuppe che non scendono - elenca il procuratore generale della Toscana Deidda - personale che non sa cosa fare, scarsa preparazione a gestire l'emergenza, ordini maldestri come quello, assurdo di tornare nelle cabine. La confusione che c'è stata rivela un'incredibile trascuratezza nell'applicazione delle norme di sicurezza. Sicurezza - prosegue il magistrato - che va organizzata prima, con esercitazioni e simulazioni, e gestita dopo. Non tutte le carenze di sicurezza possono farsi risalire alla condotta del comandante. Per questo l'inchiesta non potrà escludere alcun fronte". E prosegue:"occorre infatti spingere lo sguardo oltre la testa dello sciagurato comandante Francesco Schettino e puntarlo sulle scelte fatte dal datore di lavoro, e cioè dall'armatore". La nave governata da chi ha come oggetto unico del desiderio il guadagno immediato alla fine va contro gli scogli massacrando ignari passeggeri. E' un pò come se un governo ritenesse il wealfare una carità piuttosto che acquisizione di diritti fondamentali.

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    complimenti, lavoro eccellente

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