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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Se un archeologo in genere potrebbe confermarle la pratica della tessitura presso i Messapi, attestata dal rinvenimento di fuseruole e pesi da telaio, per tentare di rispondere alla sua domanda solo un archeo-botanico potrebbe avere la competenza necessaria. Io, purtroppo, non sono né l’uno né, tanto meno, l’altro. Grazie, comunque, per i complimenti, in me ridimensionati dall'amarezza per non esserle stato utile.

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    Encomiabili queste bellissime iniziative che sono crescita personale e ricchezza del territorio:E' proprio vero che l'incontro con lo sconosciuto, diventa poi conosciuto che unisce e dà intima gioia.Vi auguro di proseguire con sempre maggiore entusiasmo!

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    Mi onoro di aver avuto la Professoressa Antonietta Stasi come maestra per i 5 anni delle scuole elementari: Erano gli anni '60 ma ancora oggi mantengo vivi tanti ricordi bellissimi; come quando il 13 giugno, in occasione del suo onomastico, portava in classe una scatola piena di ghiaccioli da mangiare tutti insieme, oppure la lettura (a puntate) di tanti libri che ci faceva nell'ultima parte della lezione che a noi (incantati) quasi dispiaceva il suono della campanella perchè interrompeva il racconto, oppure quando ai più "patiti" come me somministrava ogni mattina un cucchiaio di sciroppo "ricostituente" (?!). Mi onoro altrettanto di avere avuto Don Tito come parroco, come insegnante di religione, dalle elementari alle medie, come guida per tutti noi ragazzi che frequentavamo l'oratorio che abbiamo contribuito (nel nostro piccolo) a tirar su. Mi onoro infine di appartenere (anche se da anni vivo lontano) alla comunità acquaricese che direttamente con i valorosi e coraggiosi volontari (alcuni nelle foto) ma anche con il costante sostegno di gran parte dei compaesani ha contribuito ai piccoli-grandi miracoli riportati nell'articolo. Grazie a tutti Tommaso Coletta

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    Ancora oggi c’è chi, distinguendo tra cultura umanistica e scientifica, ripropone la loro contrapposizione. Solo la contrapposizione, appunto, se penso, da un lato, al livello grottesco cui si è abbassato, solo per fare un esempio, lo studio dell’italiano, dall’altro alla recentissima “rivincita di Einstein” (ma non ci avevano detto che alla base del metodo scientifico stava proprio la ripetitività dell’esperimento e non l’imprudente pubblicizzazione di un risultato, che è da sottoporre, sempre, a molteplici controlli?). Per questo non mi pare banale dire che il post è una splendida dimostrazione di come l’incontro tra le due culture possa propiziare, nella fattispecie, la conoscenza, corretta almeno nella sua buona fede..., del nostro passato e il rispetto stesso del nostro futuro attraverso una più saggia e lungimirante gestione del presente. E dirlo mi pare ancor meno banale perché coloro ai quali spetta decidere del destino di un essere vivente, animale o vegetale, raramente sono in grado di recepire certi messaggi e ancor più raramente hanno l’onestà sufficiente a non cedere a tentazioni contingenti e con tangente. E non mi sento ridicolo nel farmi portavoce di un albero, di un’erba, di una bestia (per quanto riguarda gli umani mi pregio di essere solo portavoce e portaborse di me stesso) che ringraziano perché qualcuno si è sforzato di andare oltre il muro dell’egoismo suo o del suo gruppo.

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    La ringrazio per le sue parole .Mi è sfuggito però il senso compiuto del suo accenno alla buona fede. Condivido con alcuni storici l'impressione che la Scienza ed il pensiero di cui ne è riflesso , si sia costruita in Occidente anche , anche , anche in contraltare al modo in cui una 'cultura europea' si è ricostruita dopo la rottura dell'unità che Roma imperiale aveva rappresentato. Persino nelle fondamenta del pensiero romano troviamo indirettamente , salvo non numerosi esempi,una minore attenzione alla sistematizzazione e organizzazione del pensiero scientifico . Ingegneria tanta, di ogni genere, ma è regola diffusa che gli artefici di questi miracoli restassero per lo più non tramandati adeguatamente. Il primitivo difficile rapporto del Cristianesimo con la Scienza greca accusata di empietà ci metterà del suo , prolungandosi nel tempo sino ad avanzare sospetti nei confronti degli artigiani medievali a causa di una malintesa(?) lettura di Agostino . Ciò detto resta l'oggi , che è fondamentalmente il momento del levare e non dell'aggiungere , del conciliare e non del contrapporre , dell'unire più che dividere .

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    ringrazio tutti e'qualcosa di veramente unico!!!!!!!!!!

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    Mi scuso per aver usato un’espressione un po’ criptica, anche se quanto detto immediatamente prima poteva far intuire che “sua” era riferito a “conoscenza” e che il tutto, compresi i puntini di sospensione, riguardava l’andazzo consolidato di certe ricerche che suscitano, con i loro risultati, più di un sospetto di essere “pilotate” e che con la loro scarsa o inesistente acribia rivelano solo l’asservimento ad interessi meramente economici o “elettorali”, asservimento tanto più grave quando lo sponsor non è il privato ma il pubblico. Con stima. Armando Polito

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    In bocca al lupo all'autrice per questa e per le opere successive!!!

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    Lo stimolo ad intervenire sull'argomento mi è venuto da Tommaso Coletta, nato e cresciuto come me ad Acquarica del Capo che ha conservato intatto, come me, l'amore per il Salento nonostante il destino lo abbia collocato in quel di Forlì. Effettivamente, come sottolineava Tommaso Coletta, ad Acquarica del Capo c'è uno dei sei quartieri in cui viene diviso il paese, attribuendo a ciascuna zona un none particolare collegato alle sue caratteristiche o alla sua storia, che si chiama "Navera", ossia neviera. Per quella che è la mia conoscenza mnemonica una neviera alcune neviere erano ubicate proprio nella zona dove abita ancora la madre di Tommaso Coletta e dove io ho abitato fino a una decina di anni fa. Una di queste si trovava nella zona che veniva anticamente utilizzata come campo sportivo, un'altra si trovava al di là della ferrovia all'altezza del passaggio a livello ed una si doveva trovare nei pressi di una masseria. Da quello che mi risulta la zona era ricca di queste presenze perchè era la zona più alta del paese, ma di tutte queste testimonianze oggi non è rimasto nulla, mentre i resti di una neviera dovrebbero essere ancora visibili nei pressi della Masseria di Cristo, sulla strada per andare a Torre Mozza. Credo, comunque che in moltissimi paesi fosse consolidata l'usanza di conservare la neve che si trasformava in ghiaccio in queste costruzioni realizzate scavando nella roccia e lasciando affiorare dalla superficie della terra appena qualche decimetro in altezza. Anche a Specchia, per esempio, c'è una zona del paese che si chiama neviera. Escludo, invece, che il ghiaccio che veniva venduto in giro con i carretti a pezzi provenisse dalle neviere. A quell'epoca invece operavano aziende industriali per la produzione del ghiaccio. Attività che sopravvive ancora oggi e che consente ai titolari di chioschetti nelle zone marine di vendere al pubblico assetato quelle granite che riescono a portare tanto refrigerio alla calura estiva che nel Salento spesso è in sopportabile. Giancarlo Colella.

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    La poesia accompagna il lettore nel passeggiare lungo la nostra macchia mediterranea, assaporandone gli odori, i profumi e le essenze che si prigionano dalla vegetazione spontanea che cresce tra i sassi e il terreno brullo senza nulla chiedere o pretendere dalla mano dell'uomo. Terra meravigliosa, il cui fascino viene scandito da questi versi che, nella loro dolcezza arrivano dritti nel cuore del lettore. Alessandra

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    Vergogne Italiane: Corruzione, Evasione Fiscale, Usura e Mafia Gli ultimi dati ufficiali indicano che in italia, la corruzione non dovrebbe essere inferiore ai 60.000.000.000,00 (sessanta miliardi) di euro annui e l’evasione fiscale non inferiore a 200.000.000.000,00 (duecento miliardi)di euro annui. Il dato va preso ovviamente con le pinze e l’uso del condizionale pare d’obbligo, visto che solo pochi mesi fa, si stimava la corruzione in italia pari a “soli” 40.000.000.000,00 (quaranta miliardi) di euro nel solo anno 2011. Probabilmente, il dato effettivo (che sfugge ovviamente ad un calcolo ufficiale) è di gran lunga più importante, supportando coloro i quali ipotizzano che il debito pubblico italiano non sia altro che la sommatoria delle corruttele e non dei debiti contratti per garantire servizi efficienti ai cittadini-lavoratori-consumatori-contribuenti. Intanto, il fenomeno dell’usura si presenta come l’attività economica più redditizia nel paese con un fatturato di 40.000.000.000,00 (quaranta miliardi) di euro, fagocitando nei soli ultimi tre anni ben duecentomila imprenditori, ma anche famiglie, commercianti, piccole e medie imprese con un volume di danaro in “movimentato” superiore di ben quattro volte a quello del famigerato racket del pizzo. In un teatro di guerra in cui, la Mafia Spa risulta essere il maggior agente economico italiano, primeggiando fra le imprese italiane per fatturato e profitti realizzati, la sommatoria fra corruzione, evasione fiscale ed usura dovrebbe offrire maggiori valori che quelli sopra riportati, di gran lunga, maggiori. Se pur volessimo adottare il dato di una corruzione annua pari a 60 miliardi di euro, dovremmo arrenderci ad una terribile e temibile evidenza secondo cui, è come se ogni cittadino italiano, compresi i neonati appena giunti in questa valle di lacrime e quelli che invece hanno già un piede nella fossa cimiteriale intascassero una tangente di 1.000,00 euro pro-capite ogni anno. Se pur volessimo adottare il dato di una evasione fiscale annua pari a 200 miliardi di euro, dovremmo arrenderci ad una egualmente terribile e temibile evidenza secondo cui, è come se ogni cittadino italiano, compresi i neonati appena giunti in questa valle di lacrime e quelli che invece hanno già un piede nella fossa cimiteriale evadessero contributi fiscali pari a una cifra di di 3.333,33 (numero periodico) euro pro-capite ogni anno. Impressionante, vero? Ma non è mia intenzione impressionare, spaventare o divertire alcuno. Sia pure mi domandi e domandi alle autorità competenti se, posto che in italia il fenomeno della corruzione sia talmente dilagante da essere egli stesso sistema-paese, non fosse il caso di depenalizzare gli atti di violenza nei confronti di concussori e corrotti, come pure nei confronti degli autori del delitto di abuso d’ufficio. Insomma, il solito burocrate o politico mi impone e mi estorce la solita tangente? Bene, io per tutta risposta gli spacco la faccia, devasto il suo viso a furia di calci e pugni offerti senza alcuna pietà, e vedo riconosciuto questo mio comportamento come un comportamento non perseguibile e non punibile dalla legge e dalla giustizia italiana. Mi pare un equo indennizzo per un popolo che venga quotidianamente massacrato da fenomeni come la concussione, la corruzione e l’abuso d’ufficio. Come pure mi pare doveroso ritenere che, l’omicidio di un usuraio come quello di un mafioso che sia commesso da un cittadino costretto a subire l’usura e/o la violenza mafiosa, non debba essere ritenuto un comportamento perseguibile e punibile dalla legge e dalla giustizia italiana. Mi pare un equo indennizzo per un popolo che venga quotidianamente massacrato da fenomeni come l’usura e la mafia. Uccidere un mafioso o un usuraio non è reato, direbbe qualcuno. Come pure spaccare il viso di un corruttore e di un corrotto come di chi abusi del potere di un ufficio pubblico, sarebbe evidentemente il trionfo e l’affermazione di una giustizia legale, giudiziaria, sociale, politica, finanziaria ed economica assai giusta ed equilibrata, che difenda il cittadino dalla usurpazione della sua sovranità, usata poi come mazza coercitiva da parte delle caste mafiose, delle corporazioni corrotte e delle mafie usuraie. E poi: volete mettere la soddisfazione e l’indubbio deterrente che una tale azione offrirebbe alla tutela dello stato democratico e del suo popolo di cittadini oppressi e usurati a volontà e senza limiti dalla classe dirigente politica e burocratica più corrotte e mafiose dell’intero globo terrestre? Senzadubbiamente. P.S. In alternativa resto in attesa del versamento di euro 6.000,00 annui a compensazione della corruzione italiana (1.000,00 euro a persona per i sei membri della mia famiglia = 6.000,00 euro) e la detrazione annua di euro 19.999,98 annui dal pagamento delle tasse (per effetto di 3.333,33 euro di evasione fiscale per ogni cittadino italiano sempre moltiplicata per i sei membri di cui è composta la mia famiglia). Aggiungerei anche un indennizzo forfettario pari a 100.000.000,00 di euro per la perdita di immagine della mia famiglia nel mondo civile occidentale a causa della inarrestata presenza dei fenomeni della corruzione, della concussione e dell’abuso di ufficio, un analogo indennizzo per la perdita di immagine della mia famiglia nel mondo civile occidentale a causa dello scandalo continuato ed aggravato della Monnezza Napoletana ed un ulteriore ed analogo indennizzo a causa della presenza onnipotente delle organizzazioni mafiose nella società e nella economia del paese. Infine, un ulteriore indennizzo, pari a 1.000.000.000,00 di euro da commisurare per ogni membro della mia famiglia a causa della inefficienza cronica ed acuta della pubblica amministrazione e dei servizi da essa offerti in regime di monopolio. E visto che siamo in tema di resa dei conti, un indennizzo forfettario una tantum per la sperequazione fiscale cui sono soggette le famiglie numerose in questo paese che non provvede, sia pur promettendolo costantemente in sede di tornate elettorali, alla formazione di un coefficiente contributivo che tenga presente che uno stipendio base di mille euro/mese per una persona sola è certamente sufficiente, ma che lo stesso stipendio per un padre o una madre di famiglia, ancor più se numerosa, non è equo e nemmeno socialmente ed economicamente corrispettivo. Ovviamente, riferendo tale quoziente familiare alle famiglie strettamente italiane, per non offrire (come al solito) un insperato aiuto a chi sbarca in italia con armi, bagagli e decine di mogli e di figli da far mantenere al prossimo suo considerando altresì che, se la Sua Religione gli consente di avere un numero infinito di mogli e di figli, mi sembra più che giusto che si rivolga conseguentemente all’origine ed alla causa del proprio male, e quindi al Suo Dio, per il relativo mantenimento di mogli, figli e nipoti, parenti e affini, armi e bagagli compresi. Ovviamente, desidero anche ottenere il licenziamento in tronco con perdita del diritto alla pensione e alla assistenza sanitaria gratuita per i corrotti, i parassiti, gli scansafatiche, i raccomandati e di tutti quegli immeritevoli che si vedono corrispondere un analogo corrispettivo al mio, senza averne sudato nemmeno un euro, mai. Personalmente, io non sono più disposto a mantenere e/o sopportare più nessuno: io voglio vedere riconosciuti i miei diritti, compresi e non esclusi quelli di vivere serenamente e dignitosamente. Di tutti gli altri, non me ne frega (rispettosamente) un bel nulla. Sono disposto ad offrire tanto rispetto tanto quanto me ne si rivolge. Chiamatela pure: la mia “coesione sociale” e familiare ad uno stato di diritto condizionato grandemente da mafiosi, usurai e corrotti. E basta così. Almeno per il momento. Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X

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    Grazie delle tue belle considerazioni, come sempre hai saputo cogliere nel profondo, ti vedo passeggiare com me sulla nostra scogliera e guardare con gli stessi occhi mare e natura.

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    Reblogged this on <a href="http://tecnoverdegiardini.wordpress.com/2012/02/25/547/" rel="nofollow">Tecnoverde giardini</a> and commented: Grande verità!

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    "...Una cosa avrei rimproverato volentieri a mio padre, non tanto l’averci portati via dal paese natale, quanto l’averci destinati per tutta la vita in un luogo lontano dal mare: emigranti sì, ma almeno… il mare dappresso! Quando d’estate, in Salento, finite le vacanze, fuoriesco da quel nostro mare verdazzurro fresco e profumato degli scogli e mi volto a guardarlo per l’ultima volta, ecco io… piango, sì, piango sempre!" Da "Piccoli seminaristi crescono". Cara Raffaella, con la tua "Fuga da Alcatraz", hai rappresentato quella "nostàlghia" (per dirla alla russa) di tutti coloro che sono andati via dalla nostra terra per varie ragioni e che sempre hanno avuto in mente di tornare alla loro Itaca, magari per una frisa soltanto bagnata nell'acqua di mare con sopra un pomodoro colto all'alba, quattro ulive nere mature, un mazzetto di rucola spontanea di ineguagliabile sapore colta presso un muretto a secco e, dulcis in fundo, quell'olio fresco te trappitu che raccoglie l'essenza stessa del nostro desinare, del nostro vivere.

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    ..a volte non si può intuire ciò che delle sensazioni possano far scaturire nell'animo umano..ma se si tratta di mia sorella..e se succede dopo aver trascorso del tempo a chiaccherare insieme, posso provare ad indovinare, con buone probabilità di successo, ciò che verosimilmente potrebbe accadere nei meandri della sua vivacissima mente. Le nostre anime, nel corso dei nostri fugaci incontri al telefono, volano spesso sulla scia dorata di sentimenti e sensazioni indotti da comuni ricordi di luoghi ed episodi di vita trascorsa insieme. Sono proprio tali immagini, impresse indelebilmente nei nostri cuori, ad alimentare il desiderio irrefrenabile di tornare a rivivere di nuovo, con tutti i sensi che un tempo ne furono stregati, gli odori, i colori, le visioni e il contatto con una terra magica che ci ha forgiati con la contemplazione della sua ricca semplicità e ci ha nutriti con ciò che aveva di più caro: il calore del sole, la bellezza dei suoi paesaggi e il fascino magnetico delle sue tradizioni culturali e popolari. Il viaggio della mia amata sorella non è, quindi, che un autentico "ritorno alle origini", volto a far rivivere ricordi e sensazioni indispensabili a chi non permetterà mai che "lu cippone ti la radice" si possa spegnere e ben sapendo, dunque, che proprio "ddhru cippone" arderà per sempre insieme alla sua anima e alle sue azioni..

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    E che volete di più....dopo aver spogliato il sud di tutte le sue fabbriche ed averle trasferite al nord volete che non si appropriassero anche del simbolo?

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    Bello approfondire conoscenze del nostro patrimonio culturale in modo così piacevole e con tanta dovizia di particolari interessanti La lettura è così piacevole che diventa compagna di ogni ora libera e voi tutti amici conviviali.Grazie!.

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    Far sorridere e poi commuovere in sole 36 righe non è da tutti. Bello! ;)

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    Cara Raffaella, stai attenta a tuo fratello...potrebbe averti rubato la penna e l'ispirazione ;)

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