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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su Tutto, ma proprio tutto, sui cardi spontanei del Salento di Raffaella

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Piacevolissimo articolo, sapiente e colloquiale. Il fatto che Massimo ci abbia presentato la pianta del cardo selvatico in maniera così particolareggiata e amichevole, mi fa sentire soddisfatta e orgogliosa. Per chi ama la campagna, infatti, è impossibile avventurarsene all’interno, nella bella stagione, e non rimanere colpiti e affascinati da questi altissimi fusti spinosi. Un po’ come camminare in via Montenapoleone a Milano durante le giornate dell’Alta Moda: siepi mobili di modelle altissime, splendide e irraggiungibili. Impossibile non accorgersene. Immaginate, allora, se un amico vi viene incontro e ve le presenta! Questo il senso della gratidudine nei confronti di Massimo, meritevole, tra l’altro, di averci avvicinato a qualcosa di bello e per giunta commestibile. Mi accorgo, a volte, nelle mie lunghe passeggiate, di osservare i cardi e di pensare di rimando ai nostri avi che ne facevano uso spontaneo in cucina, muniti di quel ‘coraggio’ che nasceva dalla fame e dal rispetto della terra e di tutti i suoi frutti.
Qui dove vivo, c’è un sentiero inghiottito dalla radura della foce del Crati, nella Sibaritide, che in primavera riveste gli argini del fiume di iris gialli e di fiori celesti di cardi: passar loro accanto e doverli ammirare dal basso verso l’alto, mi fa sperimentare con una certa emozione la maestosità della natura e la sacralità del suo messaggio fatto di amore e di bellezza.
Ricordiamocene, allora, quando lasciamo che tutto questo venga distrutto dall’aridità pungente del profitto!


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