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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su Il formaggio pecorino del Salento di raffaellaverdesca

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Se io fossi una ‘Moscia leccese’ (dico la pecorella salentina, intendiamoci!) mi allerei con Massimo per ricordare la mia storia come una favola e per conoscere la mia sorte sempre più simile a un vaticinio. Forse mi sentirei tradita e delusa, ma leggendo ciò che Massimo, Vincenza e Marcello scrivono, avrei un motivo in più per sperare in un cambiamento. Tutto ciò che offre una terra è un carattere che le conferisce la fisionomia grazie alla quale è riconosciuta e riconoscibile. Incrociare razze di ovini perdendo l’identità dei propri sapori, per esempio, sa tanto di globalizzazione e di appiattimento culturale. Chissà, Vincenza, se un giorno ci ritroveremo in posti tutti simili tra loro, magari ricordando vagamente il nome di una regione, di un luogo o di una città: pannelli fotovoltaici, distese di cemento, mari inquinati, flora tisica e rada, bestiame clonato. Allora sì che non servirebbe neanche più un biglietto aereo per tornare a casa! Meno male che Massimo ci ricorda i nostri trascorsi con informazioni interessanti su tecniche di produzione casearie dal sapore di vita, passione e speranza. Meno male che Massimo ci fa fare un silenzioso test sugli odori e sui sapori della nostra terra: ad occhi chiusi, sapremmo riconoscerli? Difendiamo allora ogni specialità del nostro essere individui e quindi terra, oltre che il nostro orgoglio! L’rgoglio nasce dalla dignità di essere, difendere, conservare e valorizzare e non dalle torri di Babele fatte di parole sterili e contraddizioni prolifiche! Una forma di formaggio pecorino sia quella sfera di cristallo capace di mostrarci il futuro attraverso la qualità del nostro agire presente.


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