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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su Salvatore Morelli da Carovigno, strenuo difensore dei diritti della donna di raffaellaverdesca

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E’ davvero vergognoso che figure storiche imponenti come Morelli siano scivolate via dai libri e dalla memoria comune attraverso quelle che Maria Grazia giustamente definisce ‘le maglie larghe della nostra memoria storica’. Leonardo Da Vinci, Galileo Galilei e tanti altri personaggi del nostro passato sono stati antesignani di modernità non meno di Salvatore Morelli. Forse progettare una macchina volante o intuire la forza di gravità ha seminato nel tempo ammirazione e consensi scientifici più roboanti rispetto a quelli sociali attorno al riconoscimento dei diritti delle donne.
In tutto questo affannoso osteggiare la geniale umanità di Morelli, spicca la sua figura come rosa nel deserto. La parità dei diritti nell’ambito familiare e sociale era una scandalosa utopia ai suoi tempi, tanto da far condannare dall’opinione pubblica e politica il folle paladino della sua rivendicazione. Ed ecco elevarsi in tutta la sua potenza umana e spirituale Salvatore Morelli, l’uomo che preferì patire il carcere, le violenze psicologiche e le umiliazioni peggiori piuttosto che rinnegare le proprie idee. Quando la coerenza e il senso di giustizia albergano sovrane in uno stesso uomo. Questo grande eroe innominato non tradì la sua fiera natura e il suo credo neanche davanti al vero amore, tanto da rinunciarvi in nome dei principi di rispetto ed amicizia nei confronti dell’amata e del marito di lei, suo affezionato compagno definibile pertanto anche lui ‘amato’, visto che l’amicizia è una nobile forma d’amore.
Salvatore partì alla volta di Napoli, s’impegnò, continuò a lottare e a sostenere ignobili attacchi da ogni parte ma mai cedette alla minaccia del Nulla e dell’ingiustizia sociale: le donne, culla della vita, erano da spingere e sostenere nel cammino della conquista del proprio posto nel mondo.
Leggendo di Morelli attraverso quest’illuminante articolo di Maria Grazia, ci ritroviamo ad essercene affezionati come a un familiare e a sentire il profondo dispiacere della sua morte in solitudine e povertà.
Fiera di essere donna salentina, finalmente capisco la paternità della precoce e forte emancipazione di pensiero e di costumi mia e di molte mie conterranee negli ultimi due secoli.
Re Salomone diceva: “Dove c’è molta saggezza c’è molto affanno, e chi accresce il suo sapere accresce il suo dolore.” : il nostro vivere e il nostro lottare al femminile possa allora essere oggi e sempre la gioia e la ricompensa di un uomo saggio e illuminato. Se quindi il rispetto e la dignità sono la scintilla che pone il confine tra luce e oscurità, tra vita e morte,
eterna riconoscenza vada al padre del nostro essere donne ‘vive’.


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