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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su Anton Dohrn e la stazione zoologica di Napoli di raffaellaverdesca

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Emozionante è pensare che non ci sia confine tra le diverse branche della scienza e, soprattutto, che le notizie appena lette abbiano dimostrato la bontà dell’assenza di barriere mentali nell’agire degli scienziati. Porte aperte, dunque, ai venti del sapere che un tempo si originarono da uno strano Vaso di Pandora assimilabile alla comparsa dell’uomo sulla terra e che nei secoli si sono rafforzati, scontrati e uniti creando irruente spinte all’evoluzione umana e drastici cambiamenti di stato nel progresso del sapere. Leggendo questo interessantissimo articolo su Anton Dohrn, mi viene di rimando una riflessione tra tutte, ovvero che l’intelligenza sia un potere eccelso dotato di qualità ben superiori a quelle che noi normalmente gli attribuiamo. Lucio Causo, sottoforma di scrittura storico-biografica, oltre che scientifica e informativa, ci offre questa considerazione su un piatto d’argento. Se Dohrn non avesse aguzzato l’ingegno, pur se per un vile problema di denaro, avrebbe potuto dire addio a tutti i suoi studi sulla fauna marina: non di solo pane vivono l’uomo e la scienza, è vero, ma senza pane l’uomo e la scienza, sua nobile protetta, son destinati a languire se non addirittura a morire. Mi sembra, tra l’altro, che il concetto sia ben confermato dall’infame sottrazione di fondi alla ricerca perpetrata ancora oggi in Italia ai danni dell’avanzamento della scienza e dei suoi sacerdoti con conseguente fuga alla volta del ‘pane’ per l’uomo e anche per il sapere.
A quel tempo, Dohrn, già inconsapevole e antesignana vittima di questa vile consuetudine tutta italiana, pensò bene di concedere un frammento della sua intelligenza all’arte dell’arrangiarsi fondando un acquario aperto a un pubblico pagante in nome del divertimento e della curiosità, ma pur sempre a vantaggio dei suoi studi. Lo scienziato lasciò pure che i botanici si unissero alle sue ricerche zoologiche dimostrando come l’unione di competenze aumenti i mezzi di conoscenza e riduca notevolmente le distanze alla volta dei traguardi.
Se tutto ciò, caro Lucio, venisse messo in pratica quotidianamente in ogni campo, e con questo mi riferisco anche a quello sociale, umano e civile oltre che a quello scientifico, temo proprio (e questo senso di ansia mi nasce dal non avere ancora visto realizzarsi un sogno costretto nelle vesti di utopia) che non avremmo più guerre, ignoranza, razzismo e politiche aberrate e aberranti.
Allora sì che la scienza e ogni virtù umana potrebbero dire finalmente di aver raggiunto lo scopo: restituire luce al presente e splendore al futuro.


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