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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su L’ùngulu, ovvero il baccello della fava verde di fabio

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Il caro Armando lancia il sasso nello stagno e poi mi… scazzica l’etimo!
Ho trascorso 10 anni per motivi di lavoro a Foggia e spesso ho annotato le parole in comune con il salentino. Eccole!
Il dialetto di Vieste, Bovino e Foggia conoscono vùnghele (s.m.), quello di Manfredonia vònghele (s.m. e f.) ‘baccello di fave verdi’.
Ora mi si presenta il verbo derivativo neritino scungulare ‘sbucciare i legumi’ che trova il suo corrispondente nel leccese spungulare ‘idem’ (ma anche sprungulare, che Garrisi non nota nel suo dizionartio).
E qui mi parte l’etimo:
- l’iniziale del leccese sp- risalirebbe a sv- (quindi *s-vungulare) [come spergugnare 'svergognare']
- l’iniziale del neritino sc- risalirebbe a sc- originario (quindi *s-cungulare da un *cùngulu o *còngulu)
- l’iniziale del neritino sc- risalirebbe a sc- secondario da sg- (quindi *s-gungulare) [come salent. *sgangatu > scangatu 'sdentato']
Propendo la vicinanza alla comune origine del napoletano vòngola, senza però affrettarmi a sostenere un *conchulus (con o lunga) o simili.
Tuttavia, volendo eliminare i due su esposti per la voce neritina, ricordiamo che nei dialetti salentini sporadicamente si osserva il passaggio di v- a c- (vummìle / cummìle ‘recipiente di terracotta per l’acqua fresca’).
Purtroppo, quella di vùngulu/ùngulu/òngulu (c’è anche la variante con ò !!!) è la vexata quaestio …te lu subbratàula.


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