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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su “Noi siamo i mitraglieri”, inedita canzone della Guerra d’Etiopia. di raffaellaverdesca

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Giovanni Romano aveva una buona ragione per ridere e sdrammatizzare cantando la canzone dei mitraglieri ai figli tanti anni dopo. Voleva forse scrollarsi di dosso ancora e ancora la patina di malinconia e di paura che un ragazzo come lui doveva essersi sentita nel cuore durante gli anni della guerra in Etiopia.
Tante son state le sue esperienze al fronte, che quest’uomo si può dire una spugna imbevuta del coraggio e del forzato umorismo del soldato che osa e teme.
Immaginiamo cento, mille soldati come lui, esaltati ed impauriti da campagne di convincimento e arruolamento messe in atto dal regime fascista: discreto salario in una dilagante miseria e buon plagio al grido di ‘arditi, forti e fieri, noi siamo il più bel fiore dell’italiano onor’.
Con questo stato d’animo Giovanni parte per l’Etiopia e, come tutti, qui perde una parte di sè nelle barbarie delle armi, della nostalgia di casa e del ricordo struggente di un amore caro e sadicamente incerto come il proprio destino.
E’ il solito gioco di dadi della guerra in attesa di quel numero conteso tra la vita e la morte.
E mentre i versi della canzone dei mitraglieri passano sotto i nostri occhi a ritmo di marcia, non possiamo non coglierne una rassegnazione più forte dell’ “onor”, una poesia più semplice della vita e un amore più struggente della poesia. La trovata straordinaria di Giovanni di concordare un possessivo al femminile, mia, con un nome al maschile, tesoro, è geniale, ingenuamente contadina e rispettosa della delicatezza e della forza che l’altro sesso, quello che rimane a casa a contare i giorni e a piangere l’assenza, impone al cuore senza asprezza ma con inevitabilità.
La trovata di Alfredo di corredare, poi, le strofe di questa canzone dimenticata con le immagini dei protagonisti è a dir poco illuminante.
Lo sguardo fisso e imbarazzato di un giovanissimo Giovanni soldato nel 1935 diventa quello più maturo della guardia confinaria del ’44, mentre la bellezza impareggiabile di Lucia, sua giovane moglie, passa attraverso una foto ricordo con volontà di perfezione per approdare allo splendido viso sofferto che hanno sempre le lacrime quando cadono per amore.


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