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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su Il lavoro sporco della letteratura di elsa carrisi

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Uno strumento nelle mani di un incompetente rischia di fare danni o di non essere funzionale alla sua stessa funzione. Un libro nelle mani di uno scellerato, di un analfabeta, di un incapace è solo un pacco di carta straccia, qualunque sia il suo contenuto. Ecco perchè anche la lettura, come ogni altro apprendimento, esige un duro lavoro di sensibilizzazione e di esercizio continuo affinchè la nostra ragione e la nostra sensibilità, anche emozionale, siano cesellate ad arte per un utilizzo culturalmente ed emotivamente arricchente.
Bene e male convivono e ad un certo momento l’uno o l’altro domina, anche solo per un attimo, quell’attimo fatale. Dietro ad ogni libro c’è un uomo, mille uomini, l’intera umanità. Ma sono uomini morti, assenti nel presente, a tal punto da non riuscire a colmare la solitudine di un lettore solo con i suoi impulsi e con le sue passioni non controllate, non riconosciute appartenenti a se stesso. Il libro con le sue immagini e le sue parole (che non sono solo parole), fatte di segni e simboli che risuonano ossessivamente nelle menti deboli, può diventare uno strumento di morte.
I libri che acquistiamo rivelano la nostra natura, i nostri interessi, i desideri, le aspirazioni, ma anche i vuoti relazionali e sociali. Essi sono specchi nei quali cerchiamo di riflettere la nostra anima nobile o persa, smarrita nei vicoli ciechi della vita. Le “fighette”, la “ricerca di amore”, la ricerca del “Sè” non sono altro che immagini di una identità che non trova modelli di riferimento e modi costruttivi di affermarsi, se non quello dell’imitazione e del rischio. In questa ricerca c’è il vuoto delle relazioni e del mondo circostante. Nulla può un libro senza colui che te lo porge come oggetto, che si anima attraverso il suono della parola, le vibrazioni emozionali, i ritmi, le pause, i silenzi… Il libro, in questo caso, è un oggetto mediatore della relazione e della condivisione. Quando, invece, siamo soli e smarriti, disperati o vinti, tutto risuona dentro producendo una “implosione emozionale” che porta alla deriva.


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