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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su La notte di San Giovanni, notte di prodigi di raffaellaverdesca

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Un dramma raccontato con equilibrio narrativo e con poesia. Non è facile che uno scrittore riesca a immedesimarsi, frugare nell’animo dei protagonisti e poi osservare dall’esterno i fatti come cronista attento. Paolo Vincenti ci riesce con grazia e grande capacità comunicativa, fa ricorso, oltre che alle sue profonde conoscenze, all’humanitas, quella forza strana che nasce gemella dell’intelligenza e dello spirito e che poi, ahimè, in qualcuno regredisce fino a scomparire.
La società contadina ha dovuto combattere per secoli contro l’imponderabile e la fame, spesso vendere col sudore delle braccia il bene più prezioso e allo stesso tempo più inutilizzato, ovvero la reale comprensione del prossimo, l’accettazione dell’altro senza patteggiamenti, il rispetto della diversità. Per chi ha obiettivi a breve termine, sia quelli antichi della sopravvivenza, sia quelli ben più attuali del soggiogamento sociale e politico, tutto ciò che si frappone al loro raggiungimento diventa minaccia. Così, accanto alla straordinaria generosità tra le comari del paese e alla solidarietà comune nei momenti di lutto e di bisogno, (pulsioni non sempre disinteressate), Paolo svela la componente ancestrale della natura umana, la stessa che dalla notte dei tempi ha spinto l’uomo a cacciare, a combattere, a tradire, a riscattare e a condannare: la paura. Dice proprio bene l’autore, la paura è quel tanfo pestilenziale che aleggia spesso sulle nostre vite e che, o ci spinge a coltivare il coraggio e la nobiltà d’animo, o ci costringe a nasconderci dietro la codardia e l’invidia. Carmelina, personaggio magistralmente ritratto con delicatezza e colta semplicità dal nostro Vincenti, è una donna prostrata dal dolore, provata duramente dalla perdita degli affetti e dalla solitudine.
Lungi dal conoscere la storia degli ‘Untori’ manzoniani, della Maledetta caccia alle streghe e della Santa Inquisizione, la poveretta vive con la spontaneità di chi non può e non sa fare altro. Soffre le dicerie del paese Carmelina, quel paese che, pur sapendola tanto penalizzata dalla sorte, continua a lasciarla sola, la evita, fantastica con malignità sulla sua vita. Il dolore che tutto questo contorno sociale genera nella protagonista è un dolore dignitoso, nostalgico, toccante. La sfortunata orfana d’amore cerca comunque di colmare questo devastante vuoto esistenziale prendendosi cura dell’unica parente rimastale, la vecchia zia un po’ bisbetica ma pur sempre affezionata. Carmelina si lascia vivere e sacrifica la sua giovinezza a un tempo crudele che cavalca veloce sui giorni infischiandosene della sua esistenza in sordina, dei suoi sogni, quelli che permettono agli uomini di far visita alla felicità per pochi istanti. Dolores è il nuovo personaggio che irrompe a questo punto nella storia, drammatico e fugace ‘Deus ex machina’, E’ lei che diventerà la nuova e unica amica della nostra Carmelina, un’amica eccentrica, per lei stimolo attivo alla vita perchè capace di accenderle dentro il fuoco ormai spento della curiosità. Dolores è colta, ha studiato all’Università, Dolores coltiva idee appartenenti ad una razza mai vista dalla gente di quelle parti, Dolores è il nuovo, è il vento che spira contrario alla direzione della mandria. Carmelina trasforma l’amica in un nuovo punto di riferimento affettivo e contemporaneamente dimostra personalità talmente forte da non permettere alle idee rivoluzionarie della compagna d’intaccare le sue convinzioni di sempre,
Il popolo condanna fin da subito ‘la strega’, senza processo, senza pensare, certo di investiture divine nel solito delirio di giustizia e santità.
Ecco che durante la notte di San Giovanni, momento così poeticamente descritto prima dall’autore in tutto il suo magico mistero, si consuma l’orrore, quello del rogo del nuovo, del rispetto della vita, del valore dei sentimenti e della solidarietà umana.
Guccini avrebbe sicuramente sentenziato: “Dio è morto…”
E così sembrerebbe, se in noi non albergasse l’intelligenza, la comprensione della difficilissima equazione “Azione\Reazione”, o semplicemente la conoscenza del delicatissimo argomento del Libero Arbitrio.
Fatto sta che, mentre la casa di Dolores viene bruciata dalla folla inferocita, con la padrona intrappolata dentro in qualità di strega, Carmelina rimane impietrita dal terrore, dalla disperazione e dall’impotenza e ancora una volta da’ insospettabile dimostrazione di forza. Così come quella un tempo non si era arresa alla morte della sua famiglia nè convertita alle idee dell’amica Dolores, pur amandola, anche ora la donna si dissocia da reazioni comuni e scontate e sceglie la ribellione, la ribellione alla paura e all’ignoranza che guida i folli gesti del suo popolo, la ribellione al lasciarsi vivere in un mondo di solitudine e di crudeltà, dove scegliere la morte diventa il modo migliore per dare un senso all’aver vissuto…
Profonda gratitudine a Paolo Vincenti per averci donato questo gioiello di raro valore.


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