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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su Ad Alessano, un giorno d’estate di gianni ferraris

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Annoto che la vicenda alessanese infiamma gli animi delle persone coinvolte. Ribadisco a Francesca Torsello che non entro nel merito della dialettica fra opposizioni e maggioranze di governo, intanto perché, come sottolinea la sig. Torsello, non è questo il luogo, soprattutto perché non ne conosco le dinamiche. Detto questo, da salentino solo di adozione e solo da poco tempo, mi pongo il problema di comprendere gli accadimenti. Un “banale” secchio gettato come fosse un gesto naturale la dice lunga sulla ovvietà di alcuni comportamenti. Questo vale anche per la seconda parte della mia cronachetta su due giorni nel capo. Gli imbecilli (come altro chiamarli?) che fanno i loro bisogni solidi e liquidi dove ogni giorno giocano bimbi e dove loro stessi probabilmente andranno la sera dopo a bivaccare sono emblematici della mancanza di civismo. Diventano problemi di ordine civico (appunto), etico e di salute pubblica, questi ultimi gravissimi. So le difficoltà di gestire ampi territori e di così imponente importanza paesaggistica, storica e artistica, ma penso che questo può e dovrebbe essere il vero valore aggiunto del Salento, l’industria principe, il modo di far entrare quattrini alle amministrazioni che, da quanto noto nella maggior parte dei casi, si limitano a fare cassa con strisce blu e multe. E’ di oggi il vanto del comune di Lecce che mette in bilancio preventivo 6,6 milioni di euro di multe. Cosa succede se gli automobilisti decidono per un mese di non violare il codice? Fallisce il Comune di Lecce? Sull’apertura del cimitero annoto esclusivamente quanto vedo ed ho visto, i regolamenti, consentitemi, non sono cose che conosco, né ho intenzione di approfondire, mi auguro che se ne prenda atto e si diano risposte adeguate a ci arriva fin lì solo per Tonino Bello. Non posso non notare tuttavia che è la prima volta che mi succede di incappare in una chiusura dei cimiteri. Non so se in Salento è regola, ma veramente sono rimasto basìto. Rimane comunque un problema di cui gli amministratori dovrebbero farsi carico: perché il turista non conosce Alessano? Nel centro storico ci sono palazzi stupendi, c’è la giudecca e ancora altro, a chi spetta far conoscere e portare lì le persone con un turismo non invasivo ma produttivo? Per moltissimi che arrivano a Lecce il Salento si riduce a Gallipoli, Otranto e poco più, se faccio il nome di Galatina, ALessano, Cutrufiano ecc. mi guardano con stupore e chiedono “cosa sono?”. Che so, un circuito fra i comuni “minori”, una mappa che li colleghi con servizi ad hoc, una spesa da suddividere fra i vari comuni per fare cultura e turismo intelligente. Ecc. si potrebbe pensare?
Rispetto al secondo aspetto e alla richiesta so per certo che ci sono persone altamente qualificate fuori e dentro la Fondazione e conoscitrici di ogni anfratto e problematica relativa ai beni artistici, culturali e paesaggistici. Personalmente della fondazione faccio parte solo come “supporter”, quindi la domanda la girerei al direttivo della stessa, il mio modestissimo contributo lo darò se e quando richiesto, e compatibilmente con i tempi e le competenze personali. Ancora una parola sul complesso di Santa Barbara, il problema primo è liberarla dall’assedio delle discariche (non conosco il luogo quindi mi baso sulle sue parole), il secondo è sicuramente un restauro dovuto come in molte parti del Salento, ma il problema principale rimane poi il che farne. Assolutamente banale restaurare un bene e lasciarlo sconosciuto, occorre portare là i turisti e gli amanti dell’arte, se il Salento leccese non fa questo, rimarrà una periferia invece di essere una capitale. E in una periferia chi arriva con mascelle addestrate può mangiarsi quel che crede, magari anche costruire megavillaggi turistici nei luoghi di Renata Fonte senza che gli amministratori si pongano il problema del che fare per consentire ai privati il recupero dei centri storici, per far loro ottenere sovvenzioni e mutui per esempio, per detassare chi ristruttura rispettando l’ambiente e i prospetti e creando luoghi di accoglienza diffusi sul territoria, piuttosto che costruire parallelepipedi di cemento armato. Vedere alluminio anodizzato bianco nel centro storico di Gallipoli è come farsi cavare un dente senza anestesia.
Diciamo che sono un curioso che quando può se ne va in giro per imparare la terra più bella del mondo.


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