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Commenti su Una raccolta di firme per dire NO alle trivellazioni petrolifere nel Salento di Michele Eugenio Di Carlo

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Vieste, 12 agosto 2011

Gentilissimo Presidente della Regione Puglia Onofrio Introna,
La ringrazio per il Suo pregevole e tempestivo intervento, che allego e che ho appena letto sulla bacheca della Rete contro le trivellazioni del mare Adriatico. Le faccio presente che nel Salento, sollecitati dai nostri amici dell’Associazione Ideale “Torre di Belloluogo” di Lecce, Carla De Nunzio e Beniamino Piemontese, sono intervenuti a difesa del territorio il Presidente della provincia di Lecce, On. Antonio Gabellone, promettendo un intervento istituzionale che attendiamo, e l’Arcivescovo Metropolita di Lecce, Monsignor Domenico D’Ambrosio, il quale ultimo non ha usato mezze misure per definire l’incomprensibile aggressione al territorio.
Per il resto poco spazio è stata dedicata dalla stampa alla questione, nonostante molti degli aderenti alla rete contro il petrolio abbiano prodotto osservazioni contro le concessioni d149 e d71.
Nel frattempo, a difesa e tutela del patrimonio materiale della nostra Puglia, abbiamo costituito un “Ponte Ideale” tra Gargano e Salento, documentato dal Dottor Marcello Gaballo nel magazine culturale dallo stesso sapientemente diretto, Spigolature Salentine.
Confidiamo, quindi, in un nuovo, forte e decisivo intervento della Regione Puglia, al quale contribuiremo con tutte le nostre energie dando tutto l’apporto necessario.

Michele Eugenio Di Carlo
Presidente del Comitato per la tutela del mare del Gargano

Allegato:

No alle trivelle in Adriatico, il ministro venga in Puglia
pubblicata da Onofrio Introna il giorno venerdì 12 agosto 2011 alle ore 20.07

Non bastavano le torri petrolifere al largo delle Tremiti, ora la minaccia si sposta di fronte alle spiagge da Monopoli a Brindisi, tra le più affollate dell’Adriatico meridionale. È la reazione del presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, nell’apprendere del nuovo permesso di prospezione riconosciuto a fine luglio dal Ministero dell’Ambiente alla società Northern Petroleum, per ricerche al largo dei litorali dal Sud Barese ad Ostuni e Brindisi.
“Sorprende – dichiara – la persistente, recidiva insistenza del ministro Prestigiacomo nell’ignorare ogni forma di dialogo con le comunità interessate, qualsiasi presa di posizione a difesa di un ambiente unico e perfino la legge approvata all’unanimità dall’intero Consiglio regionale pugliese, che ha dichiarato l’Adriatico inadatto a qualsiasi sfruttamento invasivo, a danno delle risorse marinare, paesaggistiche e turistiche sulle quali si basa l’economia sostenibile di milioni di cittadini europei”.
“è evidente – aggiunge Introna – che il Governo nazionale, il Ministero e la società petrolifera dovranno mettere in conto le prese di posizione, le proteste e i cortei che si moltiplicheranno a difesa anche del Sud Adriatico. E la Regione Puglia ancora una volta non lascerà sole le comunità locali in una battaglia per l’ambiente, l’economia e la salute. Il governo regionale e l’Assemblea pugliese ricorreranno ad ogni strumento per stornare l’ennesimo pericolo dalle nostre coste”.
“Non è un mare macchiato di chiazze oleose e cetacei spiaggiati quello sul quale cittadini e turisti vogliono bagnarsi in Puglia. Dalle stanze romane del Ministero si stenta probabilmente ad avere una visione chiara del problema”, conclude il presidente Introna. Per questo “invito il ministro Prestigiacomo a raggiungere la nostra regione per un periodo di vacanze, sia pure nei pochi giorni di svago che la situazione del Paese le concederà. Se le sarà gradito, potrò accompagnarla insieme all’assessore regionale all’ambiente a visitare campeggi, litorali e lidi, sui quali sventolano le decine di bandiere blu che premiano la qualità dell’estate marinara pugliese. Potrà così rendersi conto dello scenario naturale e delle straordinarie risorse ambientali che Roma mette pervicacemente in discussione in cambio di una manciata di barili di pessimo petrolio, capaci tutt’al più di garantire un mese di autonomia energetica al Paese”.


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