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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su La pianta che fa tribolare di armandop

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Per Nino

Dopo aver ricambiato l’immeritato inchino entro in medias res.


li azzapiéti nfirràti a lli carcàgne
e lli rizziéddhri ti lu puddhricàru
….
quanti azzapiéti, tante razzie a ncelu,
tanti rizziéddhri, tanti juti à bbìre…

Ho estrapolato dal testo del componimento popolare i versi contenenti i due lemmi che ci interessano. Raramente, già nella lingua nazionale, due termini apparentemente sinonimi lo sono fino in fondo; lo stesso succede pure nel dialetto, e che ne fosse perfettamente consapevole e convinta (in seguito, è il caso di dire con un senso doppio più che doppio senso…, ad una ricerca sul campo) la signora Giulietta lo dimostrano le due definizioni ben distinte che delle due erbe ha riportato.
Si tratta, infatti, di due specie completamente diverse, anche se più o meno affini negli effetti che il loro contatto produce. Siccome all’azzapete non c’è (per il momento!…) da aggiungere molto, passo alla rizzieddhu (nel vocabolario del Rohlfs è registrato solo col significato di infiammazione delle ghiandole sottoascellari e come viticcio). Sorvolo sul nostro significato derivante dall’essere (come i due precedentemente citati) diminutivo di rizzu=riccio (ma che sorvolo è, se ho detto tutto?) per far notare come nel secondo dei versi riportati compare “puddhricaru”, che non ha niente a che fare con la pulicaria (erba tutt’altro che spinosa; il Rohlfs riporta la voce con questo significato per il Brindisino e il Tarantino). Credo che “puddhricàru” stia qui per pollaio (e si tratta dei pollai di una volta, in pratica ampi spazi recintati), con riferimento al fatto che, laddove quest’erba era presente, le sue brattee uncinate trovavano gradito (per loro, non per le galline) albergo sulle loro penne. Poco fa Nerino, il mio gatto, se ne è tornato col suo bel nero pelo lungo infestato da rizzieddhi. La pianta in questione in italiano si chiama antrisco lappola, il nome scientifico è Anthriscus vulgaris Pers. ed appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Un’ultima nota: con quell’azione per noi e per gli altri animali spiacevole la pianta attua solo la sua disseminazione. Questa, che è poi una domanda retorica, è riservata agli schizzinosi: quanti umani farebbero meglio ad astenersi da questa attività (nonostante il calo demografico), quando sia rivolta alla riproduzione, visto il fastidio ben più grave che arrecano loro stessi e che (se i geni non sono un’opinione) inevitabilmente arrecherà la loro prole? E ora, caro Nino, dimmi pure che sono uscito fuori dal seminato…Vado a spazzolare Nerino.


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