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Channel: Commenti per Spigolature Salentine
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Commenti su Quando il Rohlfs inciampò in un sassolino del Salento… di Rino Duma

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Il gioco de “li tuddhri” proponeva diverse difficili prove. Superate quelle iniziali dell’”uno”, del “due”, del “tre”, del “quattro” e del “cinque” (i tuddhri erano lanciati in aria e poi ripresi), seguivano lu “thrabballante”, la “manu china”, lu “lassa e pija”, lu “portarone”, la “furceddhra”, l’”anellu” e un’altra prova finale molto difficile, chiamata “li punti”, che consisteva nel lanciare in aria tutti “li tuddhri”, per poi riprenderli con il dorso della mano. Era molto difficile che il giocatore li mantenesse tutti e cinque sul dorso, per cui qualcuno finiva per terra. I “tuddhri” rimanenti, cioè quelli mantenuti sul dorso, rappresentavano i punti finali da assegnare al giocatore. Colui che arrivava a superare le tante prove e realizzava cinque punti era considerato molto abile e bravo.
Rino Duma


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