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Il blog della Fondazione Terra d'Otranto

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    Grazie Elisa, mi hai fatto morire dal ridere, difficile sopravvivere in questa savana, ma anche il nostro amico Simone Sapone non se la passa meglio vedo! Avete tutta la mia comprensione di vegetariano! ;)

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    spett.le redazione, con la presente Vi informiamo che è stato pubblicato il bando della seconda edizione del BABEL FILM FESTIVAL 2011. BABEL FILM FESTIVAL è il primo concorso cinematografico che intende valorizzare e promuovere il cinema delle minoranze linguistiche, dando voce alle loro storie, alla loro cultura, nella loro lingua. Il concorso è articolato in 4 sezioni: lungometraggio, documentario, cortometraggio, videoclip. Deadline 31.8.2011 Maggiori informazioni sui premi e sulle modalità di partecipazione sul sito ufficiale del concorso: www.babelfilmfestival.com Cogliamo l'occasione per chiederVi di aiutarci a diffondere il bando con i mezzi a Vostra disposizione. Cordiali saluti La Segreteria del Concorso

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    Bravo Massimo, eccellente approfondimento e "linguisticamente" con delle chicche notevolissime (lo spicchio d'aglio "contuso" è pura poesia ...) solo che la linguina secondo me si avvinghia meglio dello spaghetto e poi ci sarebbe il Carnaroli che, con il riccio, produce una delle poche ragioni che riescono a convincermi a mangiare il riso ... Riso, rizzi, e cozze patelle (così chiamiamo dalle mie parti le cozze che si attaccano agli scogli ... Ma questa è la storia di un venerdi che verrà.

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    Grazie Pino, per il tuo generoso e qualificato giudizio, daccordissimo con le linguine, purché siano linguine di rango, dalla Delverde a salire, un po' meno con il Carnaroli, che considero al par tuo, personalmente eccellente, ma che qui da noi trova pochissimi estimatori, per cui servendolo corriamo il rischio di scontentare (specie quando cotto a puntino) la maggior parte dei commensali.

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    Ricordo lucidamente gli anni 50 del secolo scorso quando da ragazzino osservavo LU SEGGIARU (un omino biondino, dal volto allegro, con capelli radi e corti), che con un carretto a ruote basse, trainato da uno stanco e grigio asinello, settimanalmente, ogni martedi, veniva a Nardò e girando per le strade lanciava il suo classico urlo pubblicitario LU SEGGIARUUU UE', LU SEGGIARU UE'. In diverse occasioni i miei genitori gli hanno consegnato delle sedie da MPAGGHIARE e una volta con curiosità gli chiesi come faceva a ricordare i padroni delle sedie da riparare, visto che quando le ritirava non ci scriveva nessun nome e non ci metteva nessun segno particolare. Mi rispose che mai aveva consegnato SEGGIE MPAGGHIATE a destinatari sbagliati e che questa sua prescisione era dovuta a dei trucchi del mestiere. Non solo, una volta in prima media il professore ci assegno' un tema in classe dove dovevamo descrivere i lavori dei nostri artigiani. Io scelsi proprio l'argomento del SEGGIARU CADDHIPULINU e ricordo pure che il compianto e bravo Prof. Antonio Trecca, apprezzò il mio elaborato e mi premiò con un bel voto

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    Ciao Alfredo, sono un "ex ragazzo" che, come te, nel 1968 raccoglieva il Perustitza nelle campagne di Collepasso (Lecce). Mi piacerebbe conoscere la storia dei coltivatori leccesi a Civita Castellana. Fammi sapere!

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    http://www.youtube.com/watch?v=w2fbZPlDcKw&feature=player_embedded

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    Bellissimo Angelo

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    concordo! 10 minuti di riflessioni. Per qualsiasi età e condizione. E non solo per i salentini... grazie ad Angelo per avercelo segnalato

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    Il calvario dell’ulivo diventa automaticamente il calvario sentimentale dell’uomo. Oh, quanto è didattico questo video! E non soltanto a favore del rapporto uomo-natura, ma anche nella costruzione di un ponte coscienziale che abbia come meta, se non il rispetto, per lo meno l’umana e solidale comprensione da parte dei giovani nei confronti della fragilità emotiva degli anziani.

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    Fossi nei panni (è il caso di dire...) di Angelo Inglese (nomina omina?) avrei preferito passare alla storia per un miserabile abito pieno di toppe (sia pure d'autore...) realizzato per la piccola (?) Madre Teresa di Calcutta che per la camicia del grande (?) William. Tutto è opinabile, ma io penso, consapevole di farlo quasi da solo, che noi salentini (e non solo noi) dovremmo essere orgogliosi per ben altre cose...

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    Penso, purtroppo, da anziano, che non si può pretendere rispetto o solidale comprensione per la nostra fragilità emotiva da parte di chi è, forse pure per nostra colpa, infinitamente più fragile di noi...

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    Complimenti al sig. Pensabene per questo splendido articolo e per averci fatto conoscere un termine così antico e desueto quale è lu "Mmàusu". Scavare nel passato della nostra lingua e cercare in essa la nostra civiltà (quella contadina s'intende) fa della compianta studiosa e artista Giulietta Livraghi una delle più splendide figure del Salento contemporaneo. Io francamente non avevo dubbi sul termine "Mmàusu", e ciò non vuole screditare l'ottimo contributo del sig. Polito, perché il conforto viene proprio da quella cieca attendibilità riservata, nel settore dell'antropologia, alla compianta N.D. Giulietta Livraghi Verdesca Zain. Vorrei muovere un appunto circa l'attendibilità del Rolfhs. Non possiamo dire che il termine menzionato da Pensabene (leggasi Giulietta Livraghi) esiste sol perché questo studioso lo "elenca" nel Dizionario e ciò poiché, negli ultimi tempi, gli stessi studi del Rolfhs sono soggetti ad una revisione critica da parte di dialettologi e glottologi (si vedano i nuovi studi sulla lingua osca e i suoi collegamenti con l'albanese e da qui alla lingua romanza da cui provengono non pochi termini dialettali del Salento). Se un dubbio deve muoversi, direi, è quello relativo al termine “mmasùnu” che sicuramente non esiste essendoci invece il tipico "mmàsunu" (complimenti all'autore per la responsabilità assuntasi nel constatare l'errore. Qualità ormai rara, a parer mio, per l'umiltà carente in tanti pseudostudiosi). Complimenti alla redazione tutta per gli ottimi contribuiti che quotidianamente leggo perché preziosi a chi ama questo Salento e la sua Storia. Saluto tutti spigolatori. cav. dott. G. Balsamo

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    E, invece, "lu mmasùnu" (la parola, almeno a Nardò, è piana) esiste e come! E, assolutamente diversa da mmàusu e con diversa etimologia, c'è anche nel dizionario del Rohlfs che, come tutte le cose di questo mondo, contiene qualche svista ed è fisiologicamente soggetto a revisione. Anche la teoria della relatività lo è, ma non per questo Einstein, improvvisamente, è diventato nessuno o quasi...

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    Gent.mo sig. Polito, La ringrazio per quanto mi appunta e chiedo venia. Intendevo perfettamente dire il contrario ossia esiste lu "mmasùnu" (nascondiglio, sottrarsi alla vista tipico degli animali) e non lu "mmàsunu" come nel corpo del saggio. Quanto al nostro glottologo tedesco e Einstein ha perfettamente ragione. La mia era una sottolineatura finalizzata a dire che per accertare un qualcosa non bisogna prendere per oro colato ciò che qualcun altro scrive ma andare dritti alla fonte per avere certezza assoluta e pertanto mi sarebbe piaciuto che la verifica fosse stata fatta direttamente riprendendo una voce antica quale un canto, un'espressione tipica ecc. così come sapientemente sapeva fare la N.D. Giuletta Livraghi. Solo questo. La ringrazio di cuore per la precisione della replica e continuerò a leggerla con piacere. Un saluto a tutti dalla piovosa Firenze. cav. dott. G. Balsamo

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    La ringrazio, a mia volta, per la cortese e direi, competente, attenzione che ha manifestato, manifesta e che promette di continuare a fare nei confronti del sito e del sottoscritto. Un saluto dall’assolato, oggi non tanto, Salento (sembra quasi uno scioglilingua, e me ne scuso). Armando Polito

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    Ringrazio tutti.

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    ma l'indirizzo e-mail non sarâ pubblicato avete scritto,vi chiedo di togliere il mio.grazie

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    l'indirizzo lo vede solo lei, in quanto autore del commento. Gli altri lettori non lo leggono. Provi a deloggarsi e vedrà che non compare

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    molto interessante! ci sono riferimenti bibliografici per approfondire l'argomento? Grazie Mariaenza

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